da sempre gli uomini sognano di liberarsi dal flagello della guerra, anche se e` impossibile negare che, ai crocevia della storia, la strada del progresso umano sia spesso passata per i conflitti militari. la borghesia francese, ad esempio, dovette difendere le conquiste della sua rivoluzione dagli assalti della reazione europea in una serie di guerre rivoluzionarie. l`esercito rivoluzionario francese, sconfiggendo i prussiani a valmy, apri` una breccia decisiva nel muro eretto dalle vecchie classi feudali sulla strada della storia. i comunisti non sono pacifisti. essi valutano le guerre per il ruolo concreto che hanno svolto - o svolgono - nel lunghissimo e accidentato cammino che l`umanita` ha percorso, e che deve condurla fuori dalla originaria condizione animale di provenienza.
alla meta` dell`ottocento la maggior parte dei paesi asiatici fu costretta dall`arrivo delle potenze occidentali, in cerca di risorse e nuovi mercati, ad aprirsi, mettendo cosi` fine a un lungo periodo di sostanziale isolamento. a partire da quel momento, l`asia e` stata al centro di una serie di processi - guerre, rivoluzioni, occupazioni, industrializzazione - che hanno portato il continente ad assumere progressivamente un ruolo di assoluta centralita` nel quadro politico ed economico contemporaneo. muovendosi attraverso un orizzonte temporale lungo poco meno di due secoli, il volume ripercorre le principali tappe che hanno segnato le sorti di cina, india, corea, giappone e paesi del sudest asiatico, sia dal punto di vista interno sia da quello internazionale.
m9
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2002
mi chiamo eleanor oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.non bado agli altri. so che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. forse e` perche` io dico sempre quello che penso. ma io sorrido. ho quasi trent`anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. in pausa pranzo faccio le parole crociate. poi torno a casa e mi prendo cura di polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient`altro. perche` da sola sto bene. solo il mercoledi` mi inquieta, perche` e` il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. mi chiama dalla prigione. dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. ma non dura molto, perche` io non lo permetto. e se me lo chiedete, infatti, io sto bene. anzi, benissimo. o cosi` credevo, fino a oggi. perche` oggi e` successa una cosa nuova. qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. il primo della mia vita. e all`improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. forse il che credevo di avere e` precisamente tutto cio` che mi manca. e forse e` ora di imparare davvero a stare bene. anzi: benissimo.










