roy e` un battagliero e dolcissimo yorkshire terrier, impegnato sin dalla nascita a negare la sua condizione di cane, per rivendicare quella di essere umano. a volte ci riesce, a volte no. il modo di ragionare, di riflettere, di trovare soluzioni, sono umani. ma la dolcezza, la trasparenza, la disarmante ingenuita` sono puramente canine. il ricavato del libro va interamente devoluto al fondo amici di paco, associazione nazionale per la tutela dei cani.
convinto da sempre che le etichette e i generi letterari fossero sull`orlo di "una strepitosa bancarotta", julio cortazar non si limito` a scrivere racconti, romanzi ibridi e "non lineari" o libri in cui mescolava saggi, poesie, racconti, citazioni, frammenti biografici. jaime alazraki, il curatore di uno dei tre volumi dell`opera critica dell`autore argentino, ha sottolineato che, fin dagli esordi, "molto prima dei "quaderni di morelli" inclusi ne "il gioco del mondo", per cortazar raccontare e teorizzare sullo strumento espressivo costituivano il dritto e il rovescio di una stessa operazione". percio`, i "saggi" qui scelti e riuniti (che a volte non sono facilmente comprimibili nel "genere" e che abbracciano sia tematiche strettamente letterarie sia i rapporti tra letteratura, politica e storia) forniscono una chiave per accedere con maggiore cognizione di causa all`opera di cortazar e alle sue scelte politiche ed esistenziali.
nel 1705 - anno in cui si verifica la prima di una serie di eclissi solari che seguiranno passo passo il procedere degli eventi - lo stampatore ungherese cornelius csili`ag ritorna dalla germania nella terra dei padri. ha cosi` inizio una vicenda testimoniata dalle pagine di un libro-diario tramandato di generazione in generazione. la famiglia csillag, i cui primogeniti hanno la facolta` di rivedere il passato piu` remoto e di scrutare il futuro, e` via via coinvolta in tutte le turbolenze di tre secoli di storia ungherese: dalle lotte per l`indipendenza, alle due guerre mondiali, allo stalinismo e infine al 1999, quando per l`europa centro-orientale si e` aperta una nuova era e l`ultimo esponente della famiglia decide di raccontare tutta la storia.
quattordici anni passati "dentro" per un crimine mai commesso. quattordici inspiegabili anni persi per sempre. poi i cancelli si aprono all`improvviso. la storia e` arcaica e semplice: un uomo definitivamente in trappola, anche quando crede di essere "fuori".
la storia di una delle regate oceaniche piu` difficili al mondo: la minitransat, traversata dell`atlantico a bordo di un guscio di noce lungo 6 metri e 50, in solitario. una regata nata quasi quarant`anni fa nel 1977, alla quale nel 2013 hanno partecipato molti italiani: giancarlo pedote, michele zambelli, alberto bona, andrea iacopini, federico fornaro, federico cuciuc.in questa regata si sono cimentati tutti i piu` grandi skipper al mondo come michel desjoyeaux, ellen macarthur, isabelle autissier.parte dalla francia (douarnenez), fa tappa alle canarie e poi arriva a point-a`-pitre, in guadaluopa, nei caraibi.
"la legge e` davvero uguale per tutti? in senso letterale lo e`, ma nella sostanza l`interpretazione varia da caso a caso, da un giudice all`altro. `i fiori di marta` racconta una vicenda giudiziaria o forse solo l`illusione della giustizia. col trascorrere degli anni mi sono convinto che la certezza del diritto sia, appunto, un`illusione che transita, come tante altre, nella nostra vita. scrivendo, ho provato a riflettere anche su altri transiti quali l`amore, la liberta`, il senso delle cose."
lei e` una "principessa" di quasi vent`anni, lui un "orco" di poco meno di cinquanta. diversi fino al punto di somigliarsi, s`incontrano in uno dei labirinti disegnati dal caso e da li` in poi sono costretti a cercare la loro via d`uscita, presi in ostaggio da un`attrazione folle e violenta, da un amore insidioso e straniante che a poco a poco si fara` rivoluzione, obbligandoli ad esplorare territori di se` fino ad allora sconosciuti. la morbosa attrazione fra i due protagonisti e` il filo conduttore di un viaggio nelle loro menti torbide e nei loro sentimenti agitati, attraverso tappe di ogni genere, dall`amore incondizionato e quasi paterno al piu` crudo e brutale erotismo, dalla paura della morte all`eccesso di vita, fino ad arrivare all`unica destinazione possibile. nelle pagine di "amore privato" ci sono musica e poesia, immensa gioia e profondo dolore, luce e buio, ma soprattutto ci sono favole che vanno a braccetto con la realta`, nelle quali tutti potranno trovare una piccola ombra che somiglia alla forma dei loro desideri.
afghanistan, dopo la caduta del regime talebano. jameela ha undici anni, vive in un villaggio poverissimo, non e` mai andata a scuola ma ha sempre desiderato farlo. quando la mamma muore, suo padre decide di trasferirsi a kabul in cerca di fortuna. incapace di guadagnarsi da vivere, si risposa con una vedova benestante e senza cuore. jameela e` costretta a lavorare duramente in casa, senza mai essere accettata, fino al giorno in cui per volere della matrigna viene abbandonata al mercato. da li` jameela finisce in orfanotrofio, ma e` una ragazzina forte e non si lascia abbattere; sua madre le ha donato principi saldi grazie ai quali riesce ad affrontare le difficolta`. come desiderava, impara a leggere e a scrivere, e studia con impegno perche` sa cio` che vuole: un futuro di indipendenza, la stima di se`, il rispetto degli altri. eta` di lettura: da 10 anni.
la triste vicenda di louisa grandgrin e di suo padre e` una delle piu` belle storie raccontate da dickens. thomas grandgrin, come molti suoi contemporanei, ha commesso il tremendo errore di fare della filosofia dei dati di fatto, cioe` la filosofia utilitaristica, la teoria guida della propria vita. e solo quando la figlia louisa, intrappolata in un matrimonio senza amore, diventa preda di un ozioso seduttore, il padre si vede costretto a prendere le distanze dalle proprie convinzioni. "tempi difficili" e` uno dei grandi romanzi della maturita` di dickens, una macchina travolgente in cui ricorrono gli ingredienti consueti della sua scrittura, ma con in piu un tono di favola che stempera gli eventi in chiave comica.
una paura atavica e insuperabile attanaglia da sempre julian barnes, quella della propria estinzione. nessun conforto puo` venire dalla fede, all`agnostico scrittore, che fin dalla prima riga confessa: . non resta dunque che unirsi alla fitta schiera di illustri tanatofobici che l`hanno preceduto - da montaigne a renard, da rachmaninov a larkin - provando a convincersi che nel grande non c`e` niente, ma proprio niente, di cui avere paura. , scriveva jules renard quand`era giovane e in salute. . lo sa bene julian barnes, che dell`una e dell`altro ha sempre fatto ampio uso nel tentativo di esorcizzare la piu` atavica e insuperabile delle paure, quella della morte, senza mai riuscire ad addomesticarla. quali armi restano, dunque, all`agnostico scrittore che, per trovare sollievo dall`idea dell`estinzione, non puo` neppure contare sul balsamo della fede? be`, innanzitutto ricordare che, oltre a essere la piu` viscerale e antica, la paura della morte e` anche la piu` comune e condivisa. e se e` vero che , guardarsi intorno puo` aiutare. julian comincia dal suo entourage piu immediato, la famiglia di sangue - suo padre, un professore , sua madre, anche lei insegnante, ma , e suo fratello maggiore jonathan, filosofo aristotelico, ateo, asciuttamente pragmatico - trovandoli tutti piu` bravi di lui in . allarga quindi lo sguardo ai compagni quotidiani della sua vita, la sua : artisti, filosofi, compositori e soprattutto scrittori, in primo luogo jules renard, di cui ripercorre la brev
knud rasmussen e` stato l`etnografo ed esploratore a cui dobbiamo i materiali piu` preziosi sugli inuit e altre popolazioni dell`estremo nord. durante la v spedizione thule, fra il 1921 e il 1924, rasmussen conobbe lo sciamano aua e stabili` con lui un contatto che gli permise di raccogliere la sua testimonianza. come alce nero per neihardt, come ogotemmeli per griaule, aua e` diventato la voce di una remota sapienza, qui esposta con straordinaria immediatezza attraverso episodi della sua vita. chi incontri aua lo ricordera` per sempre come una guida alle potenze dell`invisibile.
quattro lunghi racconti legati da un inventario di sogni, immagini e ossessioni che investono la vita dei protagonisti. o forse il protagonista e` uno solo, un unico personaggio in differenti tappe della sua vita. sullo sfondo una citta` fiabesca, bucarest: sordidi quartieri dormitorio, buche, fogne, costruzioni non terminate, spazi vuoti invasi dai rifiuti. tutto si trasforma, acquistando un`aura misteriosa che, anziche` prendere il posto del sordido, gli conferisce spessore e profondita`. nato a bucarest nel 1956, mircea cartarescu e` tra i piu` importanti scrittori rumeni contemporanei. poeta, romanziere, critico letterario, ha ricevuto importanti riconoscimenti e i suoi libri sono stati tradotti in tutte le maggiori lingue europee.
la piu` famosa antologia degli scritti di roberto longhi usci` nel 1973, curata da gianfranco contini, nei "meridiani" mondadori. ora quella stessa scelta di scritti viene riproposta in un`edizione completamente rinnovata. ogni saggio longhiano viene introdotto da uno storico dell`arte specialista dell`argomento trattato: in questo modo i saggi vengono contestualizzati nel percorso di studi di longhi, con riferimenti alle eventuali mostre da cui scaturivano, e soprattutto vengono evidenziate le intuizioni del critico che hanno influenzato gli studi successivi e che "fanno testo" ancora oggi, o viceversa gli atteggiamenti critici (e le proposte di attribuzione) che sono stati superati nel tempo. piu` di trenta gli studiosi che hanno collaborato a questa nuova edizione, e piu` di cinquanta le immagini a colori riprodotte. rispetto all`edizione di contini, questa e` dunque piu` focalizzata sul valore e sull`attualita` dei saggi di longhi dal punto di vista storico artistico, ma cio` non vuol dire dimenticare i pregi della sua scrittura, cosi` sostanzialmente intrecciati al discorso critico. molte delle introduzioni ai saggi evidenziano come le intuizioni critiche di longhi fossero tutt`uno con le metafore che usava e con il suo stile a volte arduo ma sempre affascinante. ma c`e` anche uno scritto introduttivo di lina bolzoni che, tra le altre cose, mette in luce la vena teatrale della lingua di longhi, che gli permetteva di essere straordinariamente icastico nelle sue descrizioni e nelle sue valutazioni, tanto piu` se limitative. se oggi caravaggio e` considerato uno dei grandi artisti di tutte le epoche, se morandi e` una delle vette della pittura italiana del novecento, lo dobbiamo al magistero critico di longhi. ma leggendo o rileggendo i saggi di questo libro si potra` vedere quanto ampio sia stato il raggio dei suoi studi e quanto innovative siano state le sue posizioni su tutta la storia dell`arte italiana.
trentacinquenne con il sogno di diventare uno stand-up comedian di successo, andy e` un`anima che gira a vuoto. da quando la sua ragazza l`ha lasciato, ha in testa mille domande su di se`, ma una piu` delle altre lo tiene sveglio e lo sballotta per le strade di londra: perche` l`unica donna che abbia mai davvero amato se ne e` andata cosi`, dall`oggi al domani? senza piu` una casa, andy si trasferisce prima dalla madre e poi nella camera degli ospiti di una coppia di amici, e intanto divaga: giorno e notte si abbandona a gratuiti esercizi mentali, compila lunghe liste di dubbi su jen, sulla fine della loro relazione, sperando cosi` di sciogliere il mistero dei propri insuccessi e di riuscire a voltare pagina. tra fallimenti professionali, grotteschi tentativi di riallacciare i rapporti con ex fidanzate dei tempi della scuola, sbronze sconsolanti e coinquilini complottisti ultrasettantenni, capira` che per uscire dalla prigione della propria nostalgia e diventare finalmente l`adulto che si e` sempre rifiutato di essere, dovra` mettere in discussione tutto quello che credeva di sapere sulle donne, su se stesso e sull`amore. con l`ironia e l`acume che l`hanno resa un`autrice di culto in tutto il mondo, alderton torna alle origini e mette in scena relazioni, rotture e cuori infranti di una generazione di uomini e donne alle prese con la sfida piu` grande: sopravvivere all`eta` adulta.
la bellezza eterna e misteriosa delle dolomiti l?invenzione del paesaggio dolomitico e il filo rosso che paolo paci segue pagina dopo pagina, dal primo quadro di tiziano che raffigura le dolomiti cadorine alle prime fotografie di soggetto alpino, passando per i pittori romantici, i registi, i pubblicitari. ogni capitolo ci offre la visione personale dei protagonisti delle vicende politiche e belliche, dell?evoluzione economica, della cultura, dello sport. attraverso i loro occhi, la loro percezione del territorio, si compone un grande affresco che copre cinque secoli di storia e si fissa nel presente, in un confronto oggettivo e appassionante. sullo sfondo, sempre presenti, le grandi vette dolomitiche, i "giganti del cadore", dall?antelao al pelmo, al sorapiss, alle tofane e al cristallo, con le storie dei conquistatori otto-novecenteschi e delle piu famose dinastie di guide alpine. un viaggio, quello raccontato da paci, che insegna a leggere il paesaggio delle dolomiti nelle sue pieghe piu nascoste, nei suoi incanti ma anche nelle sue finzioni (pubblicitarie) e negli eccessi della modernita.
babylon, florida, millenovecentottanta: il caldo soffoca la citta, le superstizioni tormentano i pavidi, i serpenti uccidono gli incauti. un fiume scuro scorre rapido e letale, reclamando talvolta la sua libbra di carne. quando la giovane margaret larkin scompare, e come se quelle acque volessero tornare alla sorgente, restituire chi non avrebbero mai dovuto inghiottire. mentre un?immensa luna fredda si leva, implacabile e accecante, sui peccati e le colpe di babylon. un romanzo gotico e primordiale, una danza macabra in cui le ferite causate dai vivi appaiono insignificanti rispetto a quelle che i morti sono capaci di infliggere, trascinando i personaggi in un incubo di oscurita e vendetta.
dai boschi di taranto al gelo dei campi di prigionia tedeschi, mario desiati ci consegna un grande romanzo che indaga il rapporto tra l`individuo e le sue radici, il trauma e la vergogna, interrogando con coraggio il rimosso collettivo del nostro paese. i segreti e i silenzi avvolgono i protagonisti di questa storia come il malbianco infesta il tronco degli alberi. tra i petrovici, infatti, ci sono da sempre piu fili nascosti che verita condivise. ma le domande del figlio che si e smarrito, e per questo si volta a guardare le proprie orme, diradano via via le nebbie di una memoria famigliare lacunosa e riluttante. chi sono davvero i petrovici? da dove arrivano? e cosa c`entra con loro un`antica ninna nanna yiddish che inconsapevolmente si tramandano da quasi cent`anni? se "di certi fantasmi ci si libera soltanto raccontandoli", prima di tutto bisogna conoscere il passato da cui proveniamo.