312 d. c. la vigilia di una decisiva battaglia. un angelo compare in sogno all`imperatore costantino, gli mostra una grande croce di fuoco e gli dice: "in questo segno vincerai". cosi` accade. costantino, in segno di riconoscenza, trova sotto il golgota la vera croce, quella su cui e` stato crocifisso cristo, e gli costruisce intorno il santo sepolcro di gerusalemme. terrasanta, 1187. all`indomani della battaglia di hattin, la terra trasuda del sangue dei cavalieri crociati massacrati dai saraceni. quando morgenne apre gli occhi su quella carneficina si sente perduto: la vera croce e` caduta nelle mani degli infedeli. il saladino non ha bisogno di altre armi per sconfiggere la cristianita` e prendere gerusalemme.
fenoglio e` scrittore epico, sia pure di un`epicita` tragica, dominata dall`esposizione alla sconfitta e alla morte. purtroppo egli ha subito vessazioni editoriali che lo hanno privato della possibilita` di pubblicare, in forma completa e rifinita, il suo capolavoro, quello che usci` postumo col titolo "il partigiano johnny". della grande saga (il di cui fenoglio scriveva a calvino nel `57) fu pubblicata, vivente l`autore, solo la parte iniziale col titolo "primavera di bellezza", che si conclude con la morte del protagonista e quindi con l`impossibilita` di proseguirne le vicende. ma fenoglio e` anche autore di un grande racconto ancora di ambito partigiano, "una questione privata", dominato dal tema della disperata passione amorosa, e di alcune straordinarie narrazioni di ambiente langhigiano, confluite in parte nel precoce "la malora" e in "un giorno di fuoco", uscito nell`anno della sua scomparsa, il 1963.
dalla turchia ai palcoscenici di tutto il mondo: la vita di leyla gencer, una delle voci piu` appassionate della storia della lirica degli anni cinquanta-ottanta, e` stata tutta all`insegna della passione per il canto. una passione che viene ricostruita in questo libro attraverso interviste ad artisti, collaboratori, amici: dall`infanzia tra le colline del bosforo agli studi al conservatorio di istanbul, dal matrimonio con ibrahim gencer al debutto nei primi anni cinquanta ad ankara e poi al teatro san carlo di napoli, all`intenso legame artistico con il direttore gianandrea gavazzeni. per cinquant`anni leyla ha cantato alla scala nei ruoli piu` celebri del bel canto e nei teatri di tutto il mondo, in europa e in america. dopo il ritiro dalle scene negli anni ottanta ha contribuito alla creazione dell`accademia del teatro alla scala, di cui e` stata direttrice, per volonta` di riccardo muti, e dove ha insegnato fino alla morte a milano nel 2008. in queste pagine il ritratto di un`artista di grande spessore, dipinto con affetto e competenza da una giornalista che fu legata a leyla da una lunga e profonda amicizia.
Ristampa in versione deluxe con 4 bonus tracks di quello che nella discografia di Slowhand viene considerato un buon disco rock grazie alla direzione di un produttore vecchia scuola come Russ Titelman, che ha messo di nuovo la voce e la chitarra al centro delle canzoni.