la prima biografia completa di rebora, poeta e religioso. clemente rebora e` uno dei maggiori poeti italiani del novecento, ma noti sono anche la sua vicenda religiosa e il suo cammino di santita` . nasce a milano nel 1885, e viene educato secondo i canoni di una rigorosa moralita` laica, senza alcun riferimento religioso. dopo la laurea inizia la sua attivita` di insegnante e collabora alla rivista la voce di giuseppe prezzolini. nel 1913 pubblica la raccolta di poesie frammenti lirici. partecipa poi alla prima guerra mondiale, che lo segna nel corpo e nell`anima. i traumi subiti durante il conflitto lo fanno precipitare in una grave crisi fisica e spirituale, di cui sono testimonianza i canti anonimi, pubblicati nel 1922. il suo tormento interiore trovera` finalmente un approdo nel 1929 con la conversione al cristianesimo e la decisione di farsi sacerdote presso l`istituto della carita`, la congregazione religiosa fondata da antonio rosmini. vive gli anni del suo ministero tra domodossola, rovereto e stresa, come educatore, predicatore itinerante, confessore e guida spirituale. intensa e` anche la sua attivita` di studioso e scrittore, oltre che di poeta: la sua raccolta canti dell`infermita` (1957) e` il frutto di un`ispirazione che dalla fede e` vagliata e purificata. muore a stresa nel 1957 e la sua eredita` letteraria viene rivalutata post mortem dagli studiosi. ancor piu` vivo, pero`, e` il ricordo del servizio ai piu` umili e della totale disponibilita` alla volonta` di dio. il rosminiano padre muratore, che ha potuto attingere ampiamente all`archivio di rebora, conservato a stresa, ricostruisce l`itinerario biografico del confratello sia attraverso la sua opera poetica, sia attraverso le testimonianze di chi ha riconosciuto in lui i germi della santita` .
eta di lettura: da 12 anni.
e estate, marina e` in montagna con il figlio piccolo, sola di fronte alla propria incapacita` di essere la brava madre che dovrebbe, che vorrebbe, essere - una sensazione che si affanna a nascondere alla famiglia e persino a se stessa. il suo padrone di casa, manfred, e` un montanaro rude e silenzioso, che nasconde con la ruvidezza il trauma di un doppio abbandono: quello della madre e quello della moglie, che gli ha portato via anche i figli. il figlio di marina accidentalmente cade dal tavolo, il sangue scorre, lei e` incapace di reagire. manfred salva il bambino e scopre il "segreto" di quella donna che ha continuato a spiare: marina non e` in grado di accudire il suo bambino. ben presto pero` anche manfred viene smascherato come l`uomo traumatizzato e angosciosamente solo che e`: lo smascheramento e` tanto piu` doloroso perche` avviene dopo un incidente (in montagna, la` dove lui dovrebbe sentirsi piu` sicuro e forte) nel quale rischia di perdere la vita ma viene salvato da marina. per un attimo lunghissimo sono stati l`uomo e la donna che si guardano, si sfidano, si desiderano - e forse si vogliono morti, tanto e` intollerabile e estremo il loro desiderare.
quando gli abitanti del ruanda entrano in contatto con i padri missionari cattolici, un nuovo culto si affianca alle antiche credenze locali. il re accetta il battesimo e il cattolicesimo irrompe nella vita dei suoi sudditi. i missionari, infatti, condannano ogni rito indigeno, consacrando il ruanda a gesu`. tra le leggende locali, pero`, ce n`e` una molto simile alla storia di cristo. e un racconto che scavalca il tempo per consegnarsi al mito. ne e` protagonista kibogo, colui che riporto` sulla terra una pioggia da tempo agognata, salvando gli uomini dalla siccita`, per poi essere assunto in cielo. la confusione tra i due culti e`, dunque, inevitabile. di fronte alla grande siccita`, che non si arrende e uccide, perche` non invocare anche kibogo affinche` la pioggia ritorni? con l`ironia e la lucidita` che la contraddistinguono, mukasonga elegge il sincretismo a protagonista di un intero romanzo.
la storia di enrichetto dal ciuffo liberamente tratta dalla famosa fiaba di perrault viene proposta nell`inedita veste editoriale di un libro-gioco, adatto anche ai piccolissimi, nella collana ``carte in tavola``. la storia e` raccontata e illustrata in 20 tavole di cartoncino, che si combinano in un`unica grande figura di cm 68x81, come un fantastico puzzle che si svela seguendo l`ordine del racconto. le illustrazioni, ricche di colori e di particolari, sono integrate da un testo semplice e chiaro, riportato sia all`interno dell`astuccio che sul retro di ogni scheda, in caratteri maiuscoli.
considerando il riscaldamento globale, le tonnellate di plastica negli oceani, la situazione esplosiva in medio oriente e trump e kim jong-un con le dita pericolosamente vicine ai "bottoni rossi", e` difficile immaginare che le cose possano andare peggio di cosi` per gli esseri umani (a meno che quelle dita non premano sul serio i bottoni, scatenando una guerra nucleare). fortunatamente per noi, tom phillips ha scritto questa guida dissacrante e spassosa su come affrontare con filosofia il fatto che da quando l`uomo e` sceso dagli alberi e ha cominciato ad affilare le sue armi, le cose si sono messe male, malissimo, sempre peggio. e la pessima situazione attuale e` solo la ciliegina sulla torta di idiozie compiute dall`umanita`. questo libro e` un esilarante viaggio attraverso i fallimenti piu` creativi e disastrosi della storia dell`uomo, dalla preistoria ai giorni nostri. perche` non importa quanto possiamo crescere di numero, quante sfide possiamo superare come specie... la catastrofe e` sempre e comunque dietro l`angolo.