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costa azzurra, inverno del 1992 in una notte glaciale, mentre il campus del suo liceo e` paralizzato da una tempesta di neve, vinca rockwell, diciannove anni, una delle studentesse piu` brillanti dell`ultimo anno, fugge insieme al suo professore di filosofia, con il quale aveva una relazione segreta. per la ragazza "l`amore e` tutto o niente". nessuno la rivedra` mai piu`. costa azzurra, primavera del 2017 fino alla fine del liceo erano inseparabili, ma da allora fanny, thomas e maxime - i migliori amici di vinca - non si sono piu` rivolti la parola. si ritrovano ora a una riunione di ex alunni. venticinque anni prima, in terribili circostanze, hanno tutti e tre commesso un omicidio, murando il cadavere nella palestra della scuola. proprio la palestra che oggi deve essere demolita per fare spazio a un altro edificio. d`ora in poi, niente potra` piu` impedire che la verita` sul caso di vinca venga a galla. sconvolgente, dolorosa, demoniaca.

"quello che mi salva, e` la letteratura, cioe` la lingua, e` casa d`altri di silvio d`arzo." valeria parrella ezio comparoni, alias silvio d`arzo, e` un outsider, un autore di nicchia - e da quella nicchia amatissimo -, un uomo e l`ombra del suo doppio. a quello che ancora per molti e` un illustre sconosciuto dobbiamo alcuni tra i racconti piu` significativi della nostra letteratura, i piu` maturi dei quali compongono questa silloge. a unirli a doppio filo la guerra, vissuta, rimossa o cicatrizzata, con le sue conseguenze materiali, umane e sociali che incombono su soldati in marcia, ricche donne in attesa dei mariti al fronte o giovani reduci costretti a ricorrere a espedienti abietti per tirare a campare. punto focale della raccolta e` casa d`altri, definito da eugenio montale "un racconto perfetto": e` la storia di una domanda: quella che zelinda, donna anziana e sola che si procura di che vivere lavorando come lavandaia, tenta di porre al prete del villaggio. questa piccola gemma offre al lettore un vero giallo esistenziale, ancor piu` sconvolgente per il suo minimalismo. uno sguardo tagliente e umano a cio` che e` piu` difficile vedere. perche`, come scrisse lo stesso d`arzo, "quando si vive in quel modo inumano e impossibile, il mondo non e` piu` casa nostra: e` `casa d`altri`?".

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