Beck interpreta Dylan, The Kooks i Kinks, Duffy -Paul McCartney, Elbow gli U2, Rufus Wainwright canta Brian Wilson, Hold Steady rifanno Bruce Springsteen, Like invece Elvis Costello, Franz Ferdinand onorano Blondie e così via.
Duo ( ma ora sono in tre ) sulla linea dei White Stripes, i Quasi mischiano rock, blues, radici e rockabilly. Un sono elettrico, interessante, innovativo, che incuriosice sin dalle prime note. Hanno già otto dischi alle spalle, ed una solida reputazione in ambito underground.
Forse il disco più bello di Chris, ex pianista dei Green on red.
Dopo l'acclamato esordio con Beasts of Seasons, la cantautrice dell'Oregon si sposta a La Grande, piccolo centro sito nella Wallowa Valley, dove costruisce questo nuovo lavoro. Intimista ma anche energico, La Grande dà nuova forza alla scrittura ed al suono della cantautrice.
2 LP. Americana Act 2 si rifà alle esperienze che l'autore ha avuto nelle varie tournèe fatte in Usa, sin dagli anni sessanta, da quello che il grande paese gli ha insegnato, gli ha fatto imparare. Iniziando da Our Country, canzone esplicativa al massimo del contenuto del disco. L'album è stato inciso ancora con i Jayhawks, come backing band. Oltre alle canzoni scritte espressamente per questo disco, Davies riprende alcuni brani del passato come Oklahoma U.S.A ( era su Muswell Hillbillies, album dei Kinks pubblicato nel 1971 ). Ma anche canzoni del suo periodo solista come The Getaway e The Real World. Ray Davies rimane tutt'ora una delle migliori penne in ambito rock, pur restando critico, anzi decisamente acido nei confronti dell'America attuale. E non potrebbe essere altrimenti. Edizione limitata in vinile, stampa Usa, 180 grammi
Nuovo album dell'ex pugile originario di Tupelo nel Mississippi, la città che ha dato i natali a Elvis, è un disco in cui fanno capolino le influenze di gente come Johnny Lyons, Bruce Springsteen, Joe Grushecky e un'infinità d'altro rockers con la chitarra in mano e il soul nel cuore. Il lavoro registrato in Alabama nella zona degli studi Muscle Shoals vede sfilare collaboratori vecchi e nuovi tra cui Joe Bonamassa e Luther Dickinson impegnati a alzare il tasso di elettricità e di classe delle canzoni che alternano sfuriate rock di chitarra e organo, sanguigni rhythm'n'blues e in chiusura perfino una ballata country.
L'ex-Led Zeppelin torna con un nuovo straordinario lavoro, che lui stesso definisce “un libro di canzoni perdute e ritrovate”. Saving Grace è nato durante il lockdown, nella campagna inglese, dove Robert Plant ha stretto un forte legame con un gruppo eterogeneo di musicisti: la cantante Suzi Dian, il batterista Oli Jefferson, il chitarrista Tony Kelsey, il banjoista e violinista Matt Worley e il violoncellista Barney Morse-Brown. Prodotto da Robert Plant con la band, e registrato tra l'aprile 2019 e il gennaio 2025 nelle Cotswolds e al confine con il Galles, Saving Grace infonde nuova vita a una raccolta di brani che attraversano un secolo di storia musicale. Un tesoro di canzoni interpretate in passato da Memphis Minnie, Bob Mosley (Moby Grape), Blind Willie Johnson, The Low Anthem, Martha Scanlan, Sarah Siskind e Mimi Parker e Alan Sparhawk dei Low.