la juventus e` un club dalla vita lunga e piena di successi, sia in italia che all`estero, e non e` facile trovare una tifoseria innamorata della propria squadra piu` di quella bianconera. ma la fede calcistica non si costruisce solo con le vittorie e con l`acquisto di campioni: prima di tutto, si fonda sulle storie. come per ogni societa` che si rispetti, l`ultracentenario percorso della vecchia signora e` costellato da un`infinita` di racconti, aneddoti e curiosita` che rimbalzano di continuo da tifoso a tifoso, rafforzando ogni volta l`amore dei sostenitori juventini. storie divertenti, toccanti e particolari, che claudio moretti e stefano discreti hanno raccolto tra le pagine di questo libro. dalla prima partita di altafini ai tortellini di ancelotti, dalla fascia di roberto baggio ai canarini di benetti: una raccolta di preziose gemme di storia bianconera, che nessun fan della juventus deve lasciarsi sfuggire. i dietro le quinte, gli intrighi e i momenti epici che hanno plasmato la leggendaria storia della juventus tra gli argomenti trattati: ancelotti preferiva la coppa, la juve fuori dall`europa, la valigia di anastasi, a maniche corte contro il cane lupo, la doppietta di zoff, allegriout#, il ristorante da 100 euro, i 5 samurai, er gol de turone era bono.
maestro del racconto realistico ma anche visionario frequentatore del fantastico, erede della grande tradizione della narrativa sociale svedese e insieme originale ammiratore di kafka: stig dagerman fu tutto questo. sperimentatore e innovatore, nei suoi romanzi alterna l?adesione alla realta a una poetica dell?assurdo dove gli universi narrativi assumono forti connotazioni simboliche. e questa versatilita emerge anche nei suoi numerosi racconti, che furono in parte pubblicati in vita e in parte raccolti solo dopo la prematura morte dello scrittore. racconti tra loro assai diversi, e tuttavia in ciascuno ritornano i temi che caratterizzano nel complesso la sua scrittura: il terrore senza nome e senza apparente ragione che attanaglia il protagonista dei vagoni rossi, la topografia onirica e gli ossessivi sensi di colpa nell?uomo di milesia, ma anche il flusso di coscienza in cui - in dov?e il mio maglione islandese? - il narratore costruisce con un linguaggio duro, cattivo e disperato una versione menzognera e illusoria della propria esistenza per poi, reso confuso e inerme dall?ubriachezza, smontarla e rivelare tutta la propria infelicita, il proprio bisogno d?amore. dagerman come sperimentatore, dunque, ma il suo sperimentare non e mai fine a se stesso: e piuttosto l?incessante ricerca di mezzi espressivi che permettano di presentare in modo vivo, quasi violento, le grandi questioni dell?esperienza umana. anzitutto il senso della sofferenza e poi la costante ricerca di un amore che e allo stesso tempo indispensabile e irraggiungibile.