C'è un qualcosa di radicale e viscerale nello svolgersi della scrittura di Omar Di Monopoli che lo rende tanto familiare quanto sinistro. Nell'ambientazione fantastica ma, con probabilità, di area salentina dal nome ben più che parlante di Languore, si intrecciano i drammi ottusi degli abitanti del luogo, un mondo di confine e riarso, la cui evocativa tristezza e sensualità è acutizzata dalla "tornita, barocca e dialettale" lingua dell'autore. Direi ottimo per quei pomeriggi estivi minacciati da un temporale, aiuta l'attesa.
Non esiste un'età senza paura. Siamo fragili sempre, da genitori e da figli, quando bisogna ricostruire e quando non si sa nemmeno dove gettare le fondamenta. Ma c'è un momento preciso, quando ci buttiamo nel mondo, in cui siamo esposti e nudi, e il mondo non ci deve ferire. Per questo Lucia, che una notte di trent'anni fa si è salvata per un caso, adesso scruta con spavento il silenzio di sua figlia. Quella notte al Dente del Lupo c'erano tutti. I pastori dell'Appennino, i proprietari del campeggio, i cacciatori, i carabinieri. Tutti, tranne tre ragazze che non c'erano piú.
LP. Greensleeves Records, 1989, UK. Album dal vivo del trio roots reggae con influenze rastafariane.