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gli articoli contenuti in questo libro furono raccolti in volume dalla "theosophy company" di bombay nell`edizione del 1931, ristampata nel 1977. originariamente apparvero per la maggior parte nel lucifer dal 1888 al 1891, a eccezione di un paio, apparsi sul theosophist. la pubblicazione di questa raccolta di articoli va a colmare almeno in parte una lacuna, fornendo uno strumento per un primo approccio al pensiero di h.?p.?blavatsky. la conoscenza di lei, che traspare dagli articoli qui raccolti, ha radici profonde e si rifa` agli antichi insegnamenti psicologici sulla natura umana, sulla realta` dell`anima e dello spirito, sulla struttura del cosmo e dell`uomo. blavatsky cerca di aiutarci a recuperare la nostra identita` interiore, la nostra posizione di esseri liberi, pensatori e creatori del proprio destino; di riportare alla luce dalla profondita` della nostra psiche la realta` dell`anima, con le sue grandi potenzialita` evolutive, non piu` attraverso la fede cieca o attraverso aride proposizioni filosofiche, bensi` per mezzo di una conoscenza pratica dei poteri e delle funzioni dell`anima e dello spirito.

dopo l`unita d`italia, il mezzogiorno precipita in una sanguinosa guerra civile. da un lato, i ribelli si oppongono alle nuove istituzioni con violenza: teste mozzate esposte come trofei, stupri, soldati evirati. dall`altro, lo stato risponde con rastrellamenti, incendi di villaggi e fucilazioni sommarie. ma etichettare tutti i ribelli come "briganti" e definire questa contrapposizione una "lotta al brigantaggio" e un errore, che produce una grave lacuna nella storiografia ufficiale. per comprendere questo delicato momento della storia del nostro paese bisogna andare oltre le interpretazioni tradizionali e coglierne il carattere multiforme. alla base c`e la questione della terra, che muove plebi impoverite, le quali vedono nel nuovo stato non un`opportunita ma un ulteriore peso - a partire dalla coscrizione obbligatoria - e mettono in piedi rivolte che non hanno programma ne direzione. su questa instabilita sociale si innestano bande criminali, che talvolta si ammantano di valenze politiche ma che in realta agiscono per il proprio tornaconto. infine, agenti borbonici, papalini e reazionari locali non esitano a fomentare il caos per destabilizzare il neonato stato italiano. la classe dirigente liberale, formatasi al nord, ignora i problemi sociali del mezzogiorno e, nell`ansia di legittimarsi agli occhi dell`europa, risponde alle rivolte con la potenza del regio esercito. ne consegue un conflitto sproporzionato, in cui vengono mobilitati due terzi delle forze armate e si contano piu vittime che nelle tre guerre di indipendenza messe insieme. in questa ricostruzione storica, rigorosa e appassionante, gianni oliva ripercorre quella che fu la prima, drammatica guerra civile italiana. e lo fa senza indulgere nella retorica neoborbonica ne dar credito ai silenzi autoassolutori della storiografia ufficiale. il risultato e un ritratto essenziale della nascita del nostro paese, fondamentale per comprendere le radici delle divisioni che lo attraversano ancora oggi.

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