Wishlist

i prodotti che vorresti acquistare

"mia madre dava l`impressione di essere un meccanismo rotto. non era malata, ma una parte di lei aveva ceduto... le parti integre e quelle compromesse si mischiavano di continuo ed era arduo distinguerle. nonostante fosse afflitta da una notevole mancanza di memoria, vi erano particolari che ricordava perfettamente". cosi` leggiamo in questi "ricordi di mia madre", in cui inoue cela, con pudore, il suo lato piu` intimo e dolente. e non possiamo non ascoltare partecipi quella voce che ci spiega come la donna "avesse incominciato a cancellare a ritroso, con una gomma, la lunga linea della sua vita", del tutto inconsapevolmente, "perche` a tenere in mano la gomma era quell`evento ineluttabile che e` la vecchiaia". vecchiaia su cui inoue ci offre, con quest`opera in tre tempi, pagine fra le piu` intense che abbia mai scritto, dove riesce a trovare la misura perfetta, con una delicatezza di tratto che nulla concede all`effusione sentimentale, per raccontare un lento congedo, raffigurare angosce primordiali ed evocare immagini che si incidono nella memoria. come quella dell`anziana donna che - con una lampadina tascabile in mano - vaga di notte nella casa del figlio, senza che sia possibile sapere se ora, nella sua mente, lei e` la madre alla disperata ricerca del bambino perduto o la bambina smarrita in cerca della mamma.

non si puo` crescere in un paese di paludi, di piogge, di nebbie, di terre livide dove tutto muore, senza rimanerne segnati per sempre: di piu`, senza assomigliare a quel paesaggio inamabile. ne` vivere in una casa fatiscente, sperduta fra boschi, malerbe e acque solitarie, dove anche l`amore e` intollerabile violenza, senza desiderare che il mondo intero esploda . nera come una zingara, taciturna come uno strano fiore selvatico, traboccante di rancore e di disprezzo per se stessa, galla vorrebbe solo andarsene via, lontano dai troppi lutti, dal peso delle innumerevoli sorelle, da un padre abbrutito dal lavoro, dalla madre che ama troppo per sopportarne la dolente presenza. ma l`unica possibilita` di fuga, oltre ai sogni, e` la vecchia e fragile bicicletta dal lamento di salamandra morente, e l`unica meta la scuola dov`e` interna, a trentacinque chilometri, in citta`. un tragitto che separa due vite e due mondi inconciliabili - la pietraia che non da` frutti e le terre miracolate dalla fertilita` -, e che un sabato galla decide di percorrere per rivedere la madre: sara` un giorno di vacanza sinistro e fatale, dove tutto precipitera`, rivelandole il senso di ogni cosa. perche` il malevolo, straziante paese da cui proveniamo - sembra dirci ine`s cagnati con la sua prosa di insolente intensita` - e` la carne stessa di cui siamo fatti, e possiamo, se non sbarazzarcene, almeno intravedere nel ricordo le meraviglie di cui era fiorito.

l?arte di doisneau sta nel conferire alle immagini della vita quotidiana una poeticita che da sempre esercita un forte richiamo sul pubblico. organizzato tematicamente, questo volume ci guida in un?incantevole passeggiata lungo la senna e tra la folla dei parigini che animano la loro amata citta. piu di 500 fotografie, molte delle quali inedite, creano un ritratto unico della ville lumiere: dalle acrobazie dei monelli sui pattini alla fisarmonicista dall?aria impertinente, dalle eleganti signore che portano a spasso il cane all?indimenticabile bacio dell?hotel de ville, la magia di parigi in bianco e nero e un tesoro senza tempo. le foto, pubblicate dalle figlie del fotografo, sono completate dai commenti dello stesso doisneau.

utilizzando come nessun altro il nero profondo dell?eliotipia, in paris la nuit il grande fotografo brassai ha fissato per sempre il mondo notturno della capitale negli anni trenta. una ville lumiere misteriosa e al contempo molto reale, fatta di bassifondi e cabaret, clochard e aristocratici, ma anche di fornai, orto lani, guardie e stampatori di giornali... brassai considerava il biennio 1932-1933 il piu importante della sua vita, poiche in quel periodo aveva incontrato picasso, pubblicato questo volume e collaborato con la rivista surrealista minotaure. ma aggiungeva subito, quasi a voler prendere le distanze dal gruppo: " il surrealismo delle mie immagini non e altro che la realta resa fantastica dallo sguardo. io cercavo soltanto di esprimere il reale, perche nulla e piu surreale... la mia ambizione e sempre stata far vedere un aspetto della vita quotidiana come se lo si scoprisse per la prima volta ". la poesia ipnotica di paris la nuit, suo primo libro fotografico, esprime fedelmente questo credo nelle risorse inesauribili della quotidianita.

Questo sito utilizza solo cookies tecnici e cookies analitics propri e di terzi. Per ulteriori informazioni vedi la nostra informativa. Chiudi