i testi qui raccolti ci offrono il privilegio raro di penetrare nel laboratorio di cioran e di assistere, per cosi dire in presa diretta, al distillarsi del suo pensiero. scopriamo cosi come il cioran degli inizi, piu lirico, piu "scarmigliato", "piu apertamente provocatorio", arrivi alla folgorante condensazione del frammento. "gli esercizi negativi mostrano l`"esplosione" vissuta e il lento lavoro di rifinitura dello stile" osserva ingrid astier, e bastera scorrere anche solo i titoli di alcuni capitoli - "l`assoluto e le sue caricature", "l`improbabile come salvezza", "il suicidio come strumento di conoscenza", "tra dio e il verme", "del solo modo di sopportare gli uomini" - per cogliere la forza dirompente di un libro dal quale non si esce indenni. perche "un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. un libro deve essere un pericolo", affermera molti anni piu tardi lo stesso cioran, svelando l`intento profondo di queste pagine, che alla minaccia dell`accecamento preferiscono la lucidita dell`insonnia.
Il quarto volume della seria di pubblicazioni di materiale inciso dal vivo presso lo studio Rivbea del sassofonista Sam Rivers cattura due infuocate performance del sassofonista Oliver Lake: la prima del 15 maggio 1976 incisa in quartetto con Michael Gregory Jackson alla chitarra, Fred Hopkins al basso e Phillip Wilson alla batteria; la seconda del 13 luglio 1975 in quintetto con l'aggiunta del trombettista Baikida Carroll. Le incisioni sono state realizzate al ritorno di Lake negli Stati Uniti dopo un lungo soggiorno a Parigi e il sassofonista si sente rinascere quando riallaccia i contatti con la scena jazzistica di New York: il rinnovato entusiasmo e il fiotto d'ispirazione è chiaramente percepibile nell'urlo free jazz di questi sette brani.