Il nuovo album omonimo della cantautrice texana di Austin è composto da musica che si nutre profondamente delle pause e dei silenzi e sembra volutamente occupare poco spazio per penetrare negli interstizi dell'anima dell'ascoltatore. Comunque la si voglia definire (country noir, indie folk oppure slocore). la musica della giovane artista è profonda, malinconica e bellissima, tanto da far venire in mente le opere di musicisti come Bonnie "Prince" Billy,, Bill Callahan, Low, Codeine o la prima Cat Power.
Il tredicesimo album per il duo inglese rappresenta la vita vissuta sotto un'immensa incertezza, plasmata dal trauma collettivo, secondo gli autori, che esprimo il disagio con una musica eccitante e divertente. Sarcastici e velenosi, i due britannici fondano la propria musica su una febbrile combinazione di ritmi e voce, su una scrittura eccellente, sull'abilità produttiva di Andrew Fearn e una gestione delle ospitate tale da permettergli di andare oltre le già ramificate possibilità.