Il secondo lavoro del trio di Brighton è nato durante un periodo d'isolamento forzato nella campagna gallese, una pausa necessaria a ricaricare le batterie dopo un anno di tour a sostegno dell'esordio. Il punto di partenza del nuovo album sono state le linee vocali attorno a cui sono nate le complesse geometrie delle parti strumentali che evidenziano un'evoluzione non estranea alla matrice prog e a momenti lambiscono perfino il jazz d'avanguardia. Flare suona fresco e ispirato al punto da risultare imperdibile per gli amanti dell'alternative.