Tributo all'arte ed alla musica di Shel Silverstein, uno dei grandi autori Americani: A Boy Named Sue di Cash era sua ( tanto per citarne una ). Rifanno le sue canzoni artisti del calibro di John Prine, Lucinda Williams, My Morning Jacket, Kris Kristofferson, Sarah Jarosz, Boxmasters, Bobby Bare, Nanci Griffith, Todd Snider, Ray Price etc. Un parterre de roi. Un autore di riscoprire.
Ormai sulla scena da più di trenta anni, Reverend Horton Heat ( il leader si chiama Jimmy Heath) sono una band psychobilly - blues dal suono rude e vibrante. Hanno inciso molti dischi ed hanno un seguito notevole, sopratutto nel Lone Star State. Questo disco, pura music for fun, mischia rock e blues, punk country alla Hank III, psychobilly e rockabilly. Il tutto suonato in modo vibrante da una band che non ha ancora perso la voglia di divertirsi. Come confermano brani come Whole New Life, Viva Las Vegas (proprio quella di Elvis), Ride Before The Fall e l'impronunciabile Tchoupitoulas Street.
Un bel modo per reinventare i Grateful Dead, parte 2. Bob Weir, assieme ai Wolf Brothers, rilegge alcune pagine della sua storica band. Bob ed i Wolf Bros, cioè Don Was, Jeff Chimenti e Jay Lane, rinforzati dal vivo ( il disco è stato registrato a Red Rocks in diverse serate del Giugno 2021 ) da Greg Leisz e The Wolfpack, un quintetto tutto vitalità ed idee. Molto bella la set list: Mama Tried, Eyes of The World / What's Going On, Terrapin Station Suite, The Other One, Brokedown Palace, Days Between, sino alla chiusura con una bella versione di Ripple. La sola Terrapin Station suite, più di venti minuti e completamente reinventata, vale il disco. Copia non sigillata.
