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cio che tiene assieme le due prospettive con cui e affrontata la questione della bomba - il ruolo strategico e politico dei deterrenti atomici nella contesa imperialista e l`industrializzazione della scienza che li ha resi possibili - e la dimostrazione di quanto questa societa del capitale sia stretta in un`insolubile contraddizione. scienza e forze produttive hanno trasformato il mondo, ma per l`intrinseca natura del capitale e dell`imperialismo lo hanno diviso nella lotta di potenza sino alla catastrofe della guerra e dell`olocausto atomico. il capitale distrugge cio che costruisce. hiroshima e nagasaki sancirono il culmine della rottura dell`ordine nella seconda guerra mondiale imperialista. si dice che, nell`ordine postbellico, nessuna potenza nucleare ha mai davvero inteso l`impiego della bomba; il suo uso e stato, appunto, quello della minaccia e della deterrenza. la crisi dell`ordine va pero muovendo le forze tettoniche del confronto di potenza, e accumula anche le forze distruttive del riarmo. chi puo dire se nel moltiplicarsi delle tensioni e nella proliferazione degli attori nucleari, negli affrontamenti tra piccole, medie e grandi potenze, nelle piccole guerre della crisi dell`ordine o in una grande guerra della rottura dell`ordine la barbarie sara trattenuta dai calcoli razionali della deterrenza? solo la strategia rivoluzionaria puo scongiurare la minaccia di altre hiroshima e altre nagasaki.

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