per quattro decenni robbie robertson ha prodotto musica per i film di martin scorsese, una collaborazione iniziata quando robertson convinse scorsese a dirigere the last waltz, il film dell`ultimo concerto della band al winterland di san francisco nel giorno del ringraziamento del 1976. la conclusione della storia della band con quel concerto storico catapulto robertson in un mondo nuovo e incerto. in seguito al deteriorarsi dei rapporti con i compagni della band e il fallimento del suo matrimonio, robertson si presento alla porta di scorsese a beverly hills solo per scoprire che il suo amico si trovava in una situazione simile. prima che la notte finisse, scorsese lo invito a trasferirsi da lui. entrambi, gia star navigate a trentacinque anni, si trovavano di fronte a un precipizio creativo, alla ricerca di una nuova fase della vita e del lavoro. man mano che la loro amicizia si approfondiva, il viaggio li avrebbe portati in giro per il mondo nel lungo periodo post-sbornia degli anni settanta. sballottati da tentazioni e paranoia, avvicinandosi all`autodistruzione piu di quanto entrambi volessero ammettere, si tuffarono in una collaborazione definita in parti uguali dall`ammirazione e dall`ambizione. con un cast di personaggi che include robert de niro, harvey keitel, sophia loren, sam fuller, liza minelli e molti altri, insomnia e il ritratto intimo di una straordinaria amicizia creativa tra due titani delle arti americane, che esplora i limiti estremi dell`eccesso e dell`esperienza.
"quel sorprendente paese che e il gulag, frantumato dalla geografia in arcipelago, ma unificato dalla psicologia in continente, e un paese quasi invisibile, quasi impalpabile, abitato dal popolo degli zek". dal circolo polare artico alle steppe del caspio, dalla moldavia alle miniere d`oro della kolyma in siberia, le "isole" del gulag - l`organismo che gestiva i campi d`internamento nell`unione sovietica - formavano un invisibile arcipelago, popolato da milioni di cittadini sovietici. nei gulag e vissuta o ha trovato fine o si e formata un`"altra" russia, quella di cui non parlavano le versioni ufficiali, e di cui solzenicyn, per primo, ha cominciato a scrivere la storia. in un fitto intreccio di esperienze dirette, di apporti memorialistici, di minuziose ricostruzioni dove non un solo nome o luogo o episodio e fittizio, "arcipelago gulag" racchiude una tragica cronaca di quella che e stata la vita del popolo sovietico "del sottosuolo" dal 1918 al 1956. una straordinaria opera corale che ha visto la luce per la prima volta a parigi nel 1973. questa edizione recepisce sia le importanti aggiunte e integrazioni apportate al testo dallo stesso solzenicyn nel 1980, sia i successivi interventi, volti a esplicitare nomi e luoghi, effettuati nell`edizione curata da sua moglie nel 2006.