le parolacce sono i palliativi verbali delle molteplici miserie e angosce che segnano l`umano arrancare. con vivacita` e ironia, il volume racconta la storia del colorito frasario volgare e mostra che il linguaggio basso e sprezzante, per la sua straordinaria potenza emotiva, esiste da sempre. negli ultimi decenni, pero`, il turpiloquio ha infranto le barriere che ne regolavano la circolazione: non e` piu` "una cosa da uomini" ne` una risorsa espressiva di uso marginale, ma e` sconfinato dal privato al pubblico, nella fluviale comunicazione social e perfino nel dibattito politico. ecco perche` la nostra e` stata definita .
i 19 mesi della repubblica di salo` furono l`ultima incarnazione del fascismo, quella repubblicana, sicuramente la piu` violenta e la piu` sanguinosa. nata con lo scopo di "tenere fede" all`alleanza con i tedeschi e di riscattare l`onore perduto con l`armistizio dell`8 settembre 1943, la repubblica sociale italiana realizzo` l`ultimo atto del regime: una guerra spietata contro i nemici interni ed esterni, ovvero i partigiani, gli antifascisti, gli ebrei, i dissidenti e gli oppositori che non aderirono al disperato tentativo di mussolini di conservare il potere e di salvare il fascismo, anche a costo di scatenare una feroce guerra civile.
guerra e societa`, uomo e stato: il carattere violento e guerriero delle societa` primitive e` talmente netto che la loro essenza sociale consiste proprio nel loro "essere per la guerra". in esse l`equazione uomo-guerriero e` presente in ogni ganglio della vita sociale e investe l`intero organismo simbolico della cultura. l`autore, in questi saggi analizza il comportamento bellico di alcune etnie del chaco, oggi quasi scomparse. ne scaturisce un`immagine della societa` primitiva come "societa` per la guerra" che al tempo stesso e` "societa` contro il guerriero". ed irrompe la rappresentazione di una societa` in cui la selezione fra i sessi da` vita ad una superiorita` del femminile in quanto "genere per la vita".