le piccole donne di maria lazar sono grete, anette, ulla e l`anonima narratrice che parla in queste pagine. la sua confessione, concitata e rapinosa, suscita in noi un crescente turbamento, perche la sua voce si mimetizza con le altre, a scuola le capita di dimenticare il suo nome, di rispondere all`insegnante con la voce di grete, di scrivere un tema con la grafia di ulla, di patire nella carne il dolore delle amiche. una presenza, che lei chiama "l`estranea", la spia dagli specchi e dalle finestre, e si fa via via sempre piu ardita e invadente. ma e proprio questa natura frantumata e plurima a fare di lei la cronista di una storia collettiva. la storia di grete, che sembra sedere "in una nube tiepida e fragrante"; di ulla, "occhi d`acqua ghiacciata", atletica e sagace; della frivola e svagata anette, dalle "lunghe gambe a pertica" - e di tante altre. di tutte le giovani donne travolte dall`ansia e dallo spaesamento che spirano come un vento malevolo nell`aria di weimar. donne inassimilabili l`una all`altra, eppure accomunate da un unico destino: sopravvivere alla miseria, alle violenze maschili, alla degradazione - o consegnarsi alla desolante sicurezza del matrimonio. sepolto in uno scatolone per cento anni, in attesa di essere scoperto, quattro volte me di maria lazar riemerge in un`epoca che pensava di aver detto tutto sulla "situazione delle donne". e forse non era vero.