il romanzo si apre su una roma decadente di fine millennio, in pieno giubileo. l`italia, con la sinistra di governo, sta vivendo un momento storico particolare: all`apparente ripresa economica si contrappongono fenomeni allarmanti come la malavita, le "nuove poverta`", le "vecchie" tossicodipendenze e, piu` in generale, lo sbandamento di una nuova generazione. vivere alla giornata e` l`imperativo che si e` dato franz maria, la voce narrante e, quando arriva nella capitale da una cittadina della puglia, non trova di meglio che farlo tra i reietti della stazione tiburtina, circondato da un caleidoscopio di personaggi uniti in una sorta di "corte dei miracoli" underground di fine millennio.
uno scrittore in crisi creativa ospite di un castello inquietante, due bambine ribelli che detestano il cibo della mensa scolastica, un archeologo del futuro che cerca il sito del leggendario expo 2015, un convoglio della metropolitana impazzito, il mito reinterpretato di tosca, la leggenda urbana dell`autostoppista fantasma, un paio di calzini invisibili... benvenuti nel mondo immaginifico di gianni biondillo, che dopo il grande ritorno dell`ispettore ferrara in "i materiali del killer", ha deciso di giocare con i generi letterari e di regalarci 17 storie (attenzione, anche i numeri hanno la loro importanza!) dove le cose non sono mai quelle che sembrano. racconti che spaziano dall`horror al comico, dall`erotico al fantascientifico, dal mistery al grottesco, mescolando luoghi comuni e leggende metropolitane, paure antiche e incubi moderni...
donald ha solo 45 anni, ma e` condannato a una morte lenta e terribile dal morbo di gehrig. decide cosi` di dettare alla moglie cynthia la storia della sua famiglia, perche` i loro figli sappiano da dove vengono. nelle sue parole rivive la figura del bisnonno clarence, per meta` finlandese e per meta` indiano chippewa, un uomo "come non ce ne saranno mai piu`" e i suoi ricordi spaziano dall`infanzia dei genitori ai suoi contrasti con il padre, alla visione di una natura viva di cui l`uomo e` parte organica. donald va incontro alla morte con la stessa dignita` pura e istintiva con cui ha vissuto, e la sua figura acquista, grazie all`arte di jim harrison, uno spessore epico.
rozzi, sporchi, brutali, invasori. parole tenacemente aggrappate all`immaginario collettivo che, nel medioevo come oggi, dicono una cosa sola: stranieri. con una narrazione originale, che unisce il passo avvincente del racconto e il rigore del saggio, barbaricus mostra l`altra faccia della storia, ossia le migrazioni dei popoli e i loro intrecci, osservati dalla parte "dell`altro". dietro l`etichetta stantia di "eta dell`oscurantismo", il medioevo si rivela un periodo straordinariamente vivace, in cui differenti culture si osservano, dialogano, si scontrano, faticano a comprendersi e tuttavia finiscono per fondersi in un risultato complesso e fecondo. le genti un tempo chiamate "barbare" mostrano creativita e risorse formidabili, generano nuove forme di convivenza e di sapere, e si rivelano spesso animate dalle stesse dinamiche, ansie e reticenze che ancora oggi segnano il nostro rapporto con l`altro. e proprio quest`ultimo il motore del viaggio proposto da jennifer radulovic, che evoca panorami storici caleidoscopici e guida il lettore attraverso secoli di migrazioni, guerre, alleanze e contaminazioni, alla scoperta di popoli e di personaggi fuori del comune. tra goti e longobardi, vichinghi, crociati, templari e mongoli scorrono le vite di costantino, del barbarossa, di gengis khan e di molti altri, protagonisti di un`epoca che, tutt`altro che "buia", fu il laboratorio di un`europa nuova, attraversata da inquietudini e speranze che ancora ci appartengono. con il rigore storico e la passione divulgativa che la contraddistingue, radulovic smonta cliche e pregiudizi, restituendo un volto umano e molteplice alla storia. tra cronache e aneddoti, con ironia e forza narrativa, barbaricus ci invita ad assumere il punto di vista dell`altro e a riflettere sulle analogie tra passato e presente: perche la storia dei "barbari" parla ancora di noi, delle nostre paure e della possibilita di riconoscersi nell`incontro con il diverso.
roland di gilead e il suo ka-tet (eddie, susannah, jake e oy, uno strano animaletto parlante) sono intrappolati in una carrozza di blaine il mono, il treno teleguidato dalla stessa intelligenza malefica che ha sterminato la metropoli di lud. l`ultimo cavaliere si salva vincendo una sfida davvero particolare... solo per ritrovarsi in un`america alternativa, spopolata da una misteriosa superinfluenza. in un mondo che "va avanti" sempre piu` rovinosamente, e` infatti facile sconfinare in luoghi e tempi paralleli attraverso le sottilita`, gli insidiosi passaggi per l`altrove via via piu` frequenti. nello spiegare ai suoi compagni di avventura che cosa sia questo fenomeno, roland e` costretto a rituffarsi nel proprio lontanissimo passato e, in una notte che pare senza fine, narra la tragica storia di susan delgado, del loro amore immortale e di una sfera magica che sembra scaturita da un`antica leggenda...
i vigili del fuoco dell`engine 99 sono i migliori di new york. quattro di loro, super-eroi abituati al peggio del peggio, si tuffano in operazioni impossibili, salvano vite umane, evitano distruzioni catastrofiche. peccato che spesso gli incendi li provochino loro, che se ne approfittino per saccheggiare milioni di dollari, montagne di gioielli, opere d`arte. grazie anche ad attrezzature e tecnologie d`avanguardia, sono fra i criminali piu ricchi della east coast. andy nearland - lucida, forte, spietata - sale a bordo dell`engine 99 sotto copertura poco prima di un colpo clamoroso; per dare - almeno, in apparenza - una mano a benjamin haig, `pentito` della gang per ragioni sentimentali, e inchiodare i `fantastici` quattro per l`omicidio di un poliziotto. il rapporto di andy con l`fbi non e del tutto limpido, il suo passato pieno di punti interrogativi, la sua posizione in bilico tra lealta e menzogna. ma la sua tenacia ed energia, le modalita imprevedibili, ben poco ortodosse con cui mette sotto pressione tutti - inclusi noi - fanno di lei un personaggio magnetico.