solo chi sopporta il gelo, puo amare l`aurora. ci sono due tipi di persone: chi corre e chi cammina. almeno cosi pensa synn ve. lei sta scappando. non ha quasi nulla con se, solo un barattolo che riempie di bottoni colorati da quando era bambina. senza una casa e segnata da un passato burrascoso, ha un`unica regola: non fermarsi mai, continuare a correre persino quando l`inverno stringe la sua morsa. finche un giorno, fuori da una caffetteria, incontra levi. a troms, tra i ghiacci della norvegia, levi accompagna i turisti a caccia di aurore boreali insieme al suo husky, snow. quando vede synn ve vagare senza meta, non riesce a distogliere lo sguardo. forse per la cicatrice che le attraversa il viso senza cancellarne la bellezza. forse perche anche lui e fuggito: dal canada in cui e nato e cresciuto; dalla propria storia; dalla propria identita, che tiene nascosta a tutti, anche a lei. entrambi scappano. entrambi sono feriti. entrambi custodiscono segreti. ma cercano la stessa cosa: qualcuno con cui ritrovare una leggerezza che credono perduta. qualcuno con cui danzare nell`aria dei giorni piu freddi, proprio come l`aurora. rita nardi, tra le prime e piu amate autrici di wattpad, torna in libreria con un romanzo dalle atmosfere innevate, sulla scia del suo bestsellerliberi come la neve, che ha superatole 60.000 copie vendute. una storia delicata e intensa, capace di scaldare il cuore come la prima volta in cui, nel buio della notte, si alzano gli occhi al cielo e compaiono i colori dell`aurora boreale.

al numero 78 di via geras, una ragazza si ferma davanti a un palazzo che conserva il ricordo di una caparbia eleganza. sulla sua piccola moleskine color panna annota dettagli che ancora resistono allo sguardo: il portone in ferro battuto, gravato dagli anni; il pomello dorato, levigato da generazioni di mani, in cui sopravvive una luce stanca. tutto il resto ha ceduto con discrezione: l`intonaco si sfoglia agli angoli, crepe sottili attraversano in silenzio le pareti. come il palazzo, anche le vite degli inquilini sembrano reggersi per abitudine, in un equilibrio fragile e ostinato. al primo piano vive luciano, che nella vita e stato fedele soltanto alle parole crociate e alle lucky strike. adesso divide le sue giornate trai rimorsi e il merlo indiano pepito, l`unico che ancora gli rivolga la parola. di fronte, abitano aldo e nora, che hanno condiviso un`esistenza intera e ora si spartiscono la stanchezza del tempo. al piano superiore c`e ugo, orologiaio scorbutico, capace di riparare qualunque meccanismo, ma disarmato quando a rompersi e qualcosa nelle persone. piu su ancora si susseguono porte chiuse, dietro cui si consumano altre vecchiaie. si sfiorano appena, eppure qualcuno, negli anni, ha imparato a conoscerli piu di quanto immaginino. e la ragazza con l`agendina bianca: solo lei custodisce cio che resta di quelle vite dimenticate. nel suo romanzo, valeria usala entra nelle case degli altri e racconta generazioni che si credono lontane, ma finiscono per assomigliarsi. con una scrittura intima e precisa, l`autrice scava nelle crepe dell`abitudine, nella grazia ferita dei piccoli gesti, nella solitudine testarda che separa e insieme accomuna. e mentre quelle esistenze si sfaldano lentamente, una ragazza scopre che non basta custodirei ricordi degli altri per dare forma alla propria vita. cosi, cio che per qualcuno somiglia a una fine puo diventare, per lei, l`inizio di qualcosa di nuovo.

se riteniamo che la qualita dell?ambiente in cui viviamo sia fondamentale per il nostro benessere, non possiamo non interrogarci sul rapporto tra architettura e felicita. ma da dove cominciare? oggi, a differenza dei secoli passati, siamo consapevoli dell?impossibilita di individuare una misura del bello assoluta e riproponibile all?infinito, senza tener conto delle tradizioni locali e della sensibilita dei committenti. se le ville palladiane rappresentano un ineguagliato modello di equilibrio architettonico, una recente villa costruita a londra secondo gli stessi canoni suscita piu sconcerto che ammirazione. e non erano affatto contenti i signori savoye, per cui le corbusier progetto la famosa villa di poissy: il capolavoro dell?architetto modernista si rivelo ben presto inabitabile. d?altro canto, invece, accostamenti inediti di forme, materiali e stili possono essere fonte di piacere e serenita. attraverso una ricca casistica e insieme facendo ricorso alla verve del narratore, de botton indaga, nella molteplicita delle sue sfaccettature, l?influenza del design sull?essere umano, design che suscita sensazioni e riflessioni, modifica l?umore, fornisce stimoli al miglioramento. imparando a ritrovare negli edifici e negli oggetti le doti e le qualita presenti anche nell?uomo avremo dunque l?occasione di conoscere meglio noi stessi. e questa, dopotutto, la fonte della vera felicita.

cosa ci fa uno svizzero morto nella piazza di fano, la mattina di san valentino? va bene, e periodo di carnevale, ma uccidere qualcuno solo perche si aggirava in costume da alpino sembra un po` eccessivo. il caso appare da subito complesso e allo stesso tempo semplicissimo al titolare del csi di fano (struttura investigativa in franchising): poco lontano da li, infatti, la sera prima si e svolto il party di san valentino della diabolica signora coriandoli. una femme fatale, una mantide, che mentre finge di collaborare con lui nella soluzione dei casi in realta si dedica a oscure trame, tra cui occasionalmente il delitto - purche commesso con i crismi dell`eleganza e dello spettacolo, perche su questo la raffinata signora non transige. tra interrogatori surreali e sfilate allegoriche, tra costumi e veleni, emergono piu domande che risposte. perche la vittima ha mangiato le famose "frittelle sbattute al muro" in una combinazione potenzialmente letale? che ruolo ha il catering altoatesino ingaggiato per l`evento? quale potere esercita davvero la signora coriandoli sugli uomini del csi? tutti la amano, molti la temono, nessuno puo accusarla... in questa avventura rocambolesca giocata sullo sfondo sfavillante del carnevale di fano, la casalinga piu amata d`italia sorprende e seduce nelle vesti di inquietante investigatrice. dando vita a un nuovo genere, il "fucsia crime", che unisce il giallo del mistero, il noir del delitto, il rosso della passione, l`oro dell`eleganza e tutti i colori dell`ironia.

nei dintorni di buenos aires quattro amici giocano a carte. nella notte silenziosa, dei misteriosi fiocchi di neve fosforescenti cominciano a cadere e uccidono istantaneamente chiunque li tocchi. e` l`inizio di un`agghiacciante invasione aliena e della lotta per la sopravvivenza. un capolavoro del fumetto mondiale la cui trama ha anticipato il golpe argentino del 1976 di jorge videla, del quale e` rimasto vittima lo sceneggiatore hector oesterheld, desaparecido nel 1977.

poco conosciuto rispetto ai grandi classici di orwell, "la cucina britannica" offre uno sguardo unico sulla vita quotidiana della gran bretagna del dopoguerra. piatti semplici, sostanziosi e basati su ingredienti facilmente reperibili offrono l`occasione per osservazioni ironiche, riflessioni sociali e considerazioni sulla cultura anglosassone. in queste pagine, orwell non si limita a condividere ricette: racconta il rapporto tra cibo, societa e memoria, trasformando la cucina in uno specchio delle abitudini, delle difficolta e delle risorse di un`intera epoca. zuppe, arrosti, stufati e budini diventano cosi testimoni di una storia concreta, pragmatica e insieme affascinante. questo libro offre al lettore il testo integrale, accompagnato da note storiche e culturali che ne contestualizzano i contenuti, rendendo la lettura accessibile sia agli appassionati di cucina, sia agli studiosi interessati alla societa britannica e alla letteratura di orwell. "la cucina britannica" e un invito a riscoprire la semplicita, l`ingegno domestico e l`ironia che rendono un pasto molto piu di un semplice nutrimento.

sospese tra la pianura, il lago e la catena principale alpina, malgrado la vicinanza alle citta lombarde, le grigne sono affascinanti montagne di frontiera, dove galleggiare sulle nuvole che ricoprono il fondovalle, osservare da una dorsale erbosa le cime innevate in lontananza o immergersi nei rigori invernali quando sul lago si cammina ancora in maniche corte.

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