nella selvaggia islanda a cavallo fra i secoli xix e xx, la vita del bracciante bjartur di sumarhus sembra giungere a una svolta: finalmente, dopo diciotto anni passati al servizio dell`ufficiale distrettuale, e` in grado di acquistare un appezzamento di terreno nella brughiera orientale e dichiararsi indipendente. dopo anni di pasti frugali e duro lavoro, animati unicamente da discussioni di poesia e letteratura, di politica e di religione, il variegato nucleo familiare di bjartur potra` definitivamente insediarsi nella casupola di torba da lui stesso costruita. non solo la storia di un contadino alla conquista della propria emancipazione, ma anche della societa` islandese dell`epoca, di cui l`autore mostra le piccolezze e le meschinita`.
quando gli europei sbarcarono per la prima volta a haida gwaii, arcipelago canadese al largo di vancouver, nel pacifico, trovarono un popolo nativo raffinatissimo, gli haida, oltre a ricchezze impensabili, che solo una natura ipertrofica poteva dare: lontre dal pregiatissimo pelo, alberi giganteschi. non sapevano che pochi chilometri piu in la, sull`isola maggiore, cresceva un peccio perfetto dagli aghi dorati. gli haida lo chiamavano k`iid k`iyaas: per loro era un membro della tribu; per la scienza, una mutazione genetica unica. trecento anni dopo, le lontre sono quasi estinte, l`industria del legname ha colonizzato l`arcipelago e il peccio d`oro non c`e piu: l`ha abbattuto nel 1997 grant hadwin. lo ha fatto per un`illuminazione divina: dopo una vita da taglialegna, a vedere foreste secolari ridotte a deserti, in lui si e risvegliata una viscerale coscienza ecologica. ha scritto lettere e un documento tanto utopistico quanto delirante per un nuovo ordine mondiale e infine, visto che nessuno lo ha ascoltato, si e deciso: serviva un`azione simbolica. dopo e sparito nel nulla. al confine tra thriller e leggenda, john vaillant racconta di un popolo ferito e pronto a ferire dopo aver perso tutto; di un`industria che da secoli rade al suolo le foreste; degli uomini che vi lavorano, selvaggi, estremi, machisti; di un fuoriuscito da quel sistema, predicatore nel deserto ed ecoterrorista. e a quasi trent`anni di distanza, qualche piccolo peccio d`oro fa rivivere il mito di k`iid k`iyaas, ma rimangono le stesse domande di hadwin: fino a che punto potra continuare lo sfruttamento del pianeta, e come possiamo aprire gli occhi del mondo sulla devastazione che comporta?