un uomo seduto su una spiaggia guarda il mare, piange, vuole ritornare alla sua isola. sara quello il suo destino - cosi hanno stabilito gli dei riuniti sull`olimpo -, ma prima di giungere a itaca, "nella casa dall`alto soffitto e nella terra dei padri", dovra sperimentare tutte le gioie, i dolori, i sogni che intessono la vita dei mortali: "di molti uomini vide le citta e conobbe i pensieri, molti dolori pati sul mare nell`animo suo" ci informa il poeta. lui, odisseo/ulisse, l`eroe astuto e sagace, il re capace di travestirsi da mendico, pronto a adeguarsi a ogni situazione come il polpo allo scoglio, affrontera flutti tempestosi ed esseri demoniaci, incontrera fanciulle belle come dee e maghe ammaliatrici, giganti e mostri marini: le mille menzogne del mondo. la sua avventurosa vicenda ha dato forma al nostro immaginario: senza l`odissea non ci sarebbero le opere di dante, cervantes, kafka, joyce, ma nemmeno quelle di margaret atwood e stanley kubrick. il suo personaggio e il suo viaggio sono metafora del senso piu profondo della ricerca, della fantasia, della memoria, dell`infinita capacita di metamorfosi dell`uomo. prima di essere un pilastro della letteratura universale, pero, l`odissea e la piu avvincente storia che mai sia stata raccontata. leggerla o rileggerla oggi significa mettersi di nuovo per mare: un viaggio che non richiede mappa ne bussola, solo l`inesauribile desiderio di conoscere se stessi.

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