
"noi che ci sentivamo due versioni della stessa identica cosa". una lettera d`addio scritta su uno scontrino. lunghissimo, infinito, che si arrotola su se stesso e racchiude tutti gli acquisti di una quotidianita ormai scomparsa. una vera e propria resa dei conti. ma i conti, quando un amore finisce, non tornano mai. lui e lei hanno tenuto nota di tutte le spese: il caffe del primo appuntamento, e il gin tonic per rompere il ghiaccio, e la spremuta d`arancia della prima colazione dopo la prima notte insieme. e poi la copia delle chiavi di casa fatta fare dal ferramenta, due confezioni di preservativi scaduti, lo scaffale per l`ingresso comprato su internet, i biglietti dei concerti, le tute da jogging, il trolley sfondato durante le vacanze... brillante e struggente, "la somma delle cose" trasforma le tracce materiali di un amore, cose insignificanti, in spaccati di una relazione in cui ognuno ha la sua versione dei fatti, e tutto assume un valore, e un prezzo, nel tentativo impossibile di dare un senso alla fine. e passato un po` di tempo da quando mauro e chiara si sono lasciati. i silenzi sempre piu lunghi, il nido che a poco a poco diventa una tana a misura di una persona sola, le incomprensioni stupide che prendono il posto della trasparenza di quando ci si leggeva nel pensiero. questo amore e stato come un giro di giostra, si dicono: bellissimo, poi scendi e sei uguale a prima. ma qualcosa e rimasto, invece. e comincia a manifestarsi l`illusione piu antica di sempre, che l`amore possa tornare. e se una relazione, invece che un tempo perduto, fosse un luogo dove abbiamo vissuto? un luogo che abbiamo abbandonato, ma che in nostra assenza in qualche modo sopravvive? e li che mauro e chiara decidono di tornare, seduti al bar del loro primo appuntamento, per stilare un inventario di quello che e stato e riassaporare un`ultima volta la speranza che l`amore sia un`isola dove trovare rifugio dal dolore. il risultato e un dialogo a tu per tu che sa essere toccante, ma