Il nuovo album omonimo di Wendy Eisenberg rappresenta un punto d'arrivo fondamentale e maturo nel percorso della cantautrice, chitarrista e improvvisatrice americana. Il lavoro unisce la tecnica chitarristica virtuosa dell'artista a un cantautorato colto, stratificato e profondamente intimo. Nelle tracce si fondono elementi di art-rock, jazz, folk e spunti pop d'avanguardia (come nel brano Vanity Paradox, che mescola midwest emo e country). L'equilibrio si muove tra rigore formale e libertà espressiva, esaltato da collaborazioni di alto profilo come Trevor Dunn al basso, Ryan Sawyer alla batteria e Mari Rubio (more eaze) agli arrangiamenti di archi e pedal steel.