Ha impiegato un po', ma alla fine la band londinese guidata dalla cantante, chitarrista e autrice Sophie Harris è arrivata all'esordio dopo qualche EP e qualche singolo e propone un post-punk che si interseca con elementi folk, arty evagamente progressive. La giovane cantante h auna voce capace di muoversi su più registri e spingersi sia verso la cristallina purezza del folk sia di esplodere in un lirismo viscerale e pungente. Attraverso la sua guida, il post punk incontra il folk inglese degli anni sessanta e la sciamanica spiritualità di Patti Smith con la confluenza di elementi arty,, free jazz, cameristici e persino rumoristi. Senza dubbio da sentire.
A1. Johnny's Dreamworld (4:08)
A2. Neptune Girl (2:56)
A3. Offerings (3:34)
A4. Killing A Dog (4:20)
A5. Daniel (3:54)
B1. Fork/Heart (3:24)
B2. Blessed Day (3:29)
B3. Dashboard Mary (4:53)
B4. The Garden (2:51)











