ci sono una gallina gringa e un maiale colombiano. la prima propone al secondo di entrare in affari e vendere sandwich: basta che ciascuno fornisca la meta` degli ingredienti. , dice la gallina gringa. , chiede il maiale colombiano. . gira questa storiella negli ambienti intellettuali di sinistra della colombia. a juan pablo, che lavora nell`esercito come un tempo suo padre, non fa ridere. perche` sa che c`e` qualcosa di vero. la realta`, pero`, e` complessa, e quella del suo tormentato paese ancora di piu`. per lui, chi vive in mezzo alla violenza vuole una cosa sola: ordine. lisette, una giornalista americana cresciuta tra le dolci colline della pennsylvania e appena rientrata esausta dall`afghanistan, vuole invece una e va a cercarla proprio in colombia. in colombia e` andato anche mason, sottufficiale di collegamento delle special forces che ha cominciato la carriera militare in iraq e che, dopo essere diventato padre, ha capito di averne abbastanza di carri armati e ordigni esplosivi. abel, che in colombia e` nato, al contrario non ha avuto scelta. e nemmeno la sua famiglia, finita nel tritacarne delle lotte tra guerrilleros, paras e narcos che seminano sangue e terrore in ogni angolo della giungla. dopo fine missione, raccolta di racconti frutto dell`esperienza come marine in iraq, phil klay torna a parlare di guerra, ma stavolta allarga l`inquadratura includendo anche afghanistan, colombia e yemen. e una scelta letteraria, ma la globalizzazione bellica non e` fiction: le forze all`opera da una parte trafficano intanto anche da un`altra; i soldati e i mercenari un giorno utili qua il giorno dopo servono la`; e ogni bomba che cade ha dietro una sofisticatissima tecnologia messa a punto in lindi laboratori sparsi per mezzo mondo. connessi in una macchina mostruosa, i personaggi di klay, nel silenzio che segue scoppi e fanfare, si ritrovano soli di fronte al tribunale della loro coscienza
da quando jhumpa lahiri si e trasferita a roma per imparare meglio l?italiano, nel 2012, la domanda "perche l?italiano?" le e stata rivolta con insistenza, e ancor di piu dopo che in questa lingua ha cominciato anche a scrivere. "per amore" e la prima risposta, la piu istintiva ma non meno vera. e come ogni amore, questo ha finito per trasformarla. da autrice e diventata anche traduttrice, dei propri testi e di quelli altrui. una metamorfosi personale che infonde grande lucidita e sentimento alle sue riflessioni sulle lingue e su quella preziosa attivita del pensiero che consente di passare dall?una all?altra, creando nuovi innesti e prospettive. fin da bambina, da quando le e venuto il dubbio su quale lingua usare in un biglietto per la festa della mamma - l?inglese imparato a scuola o il materno bengali? -, jhumpa lahiri si e posta problemi di traduzione. cosi, quando ha affrontato il rischio di tradurre le proprie parole e quelle degli altri, ha sperimentato quella particolare forma di riconoscimento di se che spesso chiamiamo destino. ma il destino ha i suoi snodi, e un percorso fatto di incontri fortuiti, scelte e occasioni. in questo caso, e un avvincente percorso intellettuale, una ricerca senza fine il cui racconto conferisce un andamento narrativo a questa intensa raccolta di saggi sulla traduzione e l?autotraduzione. nei tredici testi che compongono il libro, di cui quattro nati in italiano e nove in inglese, gli incontri sono fecondi e numerosi: in primis, quello con la lingua italiana, per amore della quale jhumpa lahiri ha scelto di vivere meta della sua vita a roma, e da cui tutto ha avuto inizio; poi quello con i romanzi di domenico starnone che l?autrice ha tradotto in inglese ("lacci", "scherzetto", "confidenza"), un?esperienza nuova ed emozionante; quello con le lettere dal carcere di antonio gramsci, un potente antidoto al confinamento della pandemia; e infine l?incontro di una vita, in un?altra lingua ancora, quello con il grande poema ovidiano,
? 1999 Teldec Classics International GmbH
© 1999 Teldec Classics International GmbH
Made in Germany by Warner Music Manufacturing Europe
Recorded in February 1998 (tracks 11 to 13) and April 1998 (tracks 1 to 10)
TT 53:52
Released in a 4-panel CD book with the CD inserted into a die-cut pocket on panel 3. The 'front page' of the 32-page stapled booklet is glued onto panel 2.
There is a later similar repress with a different matrix line, ("...2.2") and a date of 06/99: [r4763162].
2LP Indie Eclusive, vinile verde 180g, gatefold. Il nuovo album dei Rolling Stones arriva a meno di tre anni dal fortunato Hackney Diamonds, vincitore di un Grammy Award arrivato nele posizioni alte delle classifiche in tutto il mondo. Anticipato dal vivace singolo apripista “In The Stars”, Foreign Tongues ha preso forma in meno di un mese ai Metropolis Studios di West London, con Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood nuovamente al fianco del produttore vincitore di Grammy, Andrew Watt. Il risultato è un disco dinamico e proiettato nel futuro, che cattura il sound inconfondibile della band spingendosi al tempo stesso verso nuovi territori sonori e lirici, consolidando ulteriormente la loro essenza senza paragoni.
L’album include performance di spicco di Jagger, Richards e Wood, insieme ai loro collaboratori principali, tra cui Darryl Jones, Matt Clifford e Steve Jordan. Contiene inoltre una speciale apparizione di Charlie Watts, registrata durante una delle sue ultime sessioni prima della scomparsa nel 2021. A completare il progetto, i contributi di un’impressionante rosa di artisti ospiti, tra cui Steve Winwood, Paul McCartney, Robert Smith dei Cure e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers.
Artista a suo modo di nicchia, chitarrista, cantante dalla voce rock, Stacy Mitchhart è uno di quei personaggi radicati nella propria area di appartenenza. Originario di Cincinnati, si trasferisce a Nashville nella metà degli anni Novanta e la città del Tennessee contribuisce a dare notevole impulso alla sua carriera. Prodotto da Tom Hambridge, il nuovo album arriva a poco meno di dieci anni dal precedente e rappresenta a tutt'oggi la sua opera più matura. Le dodici battute sono la base, ma il rock rappresenta una delle componenti principali e nemmeno il soul manca. Un disco che merita attenzione.