Proprio mentre la reunion dei Sixteen Horsepower sta facendo sfracelli in tutta Europa, il loro sciamanico leader pubblica il suo secondo album solista che continua a esplorare atmosfere ipnotiche e oscure. C'è meno elettronica e un approccio più folk rispetto all'esordio, ma l'ispirazione appare come sempre mistica e misteriosa e l'immaginario cupo e tetro. Affascinante.
La band canadese si rifà viva con il decimo album di studio che inevitabilmente è un po' diverso dal solito dopo la perdita della batterista Tasy Hudson. Le canzoni appaiono come vere e proprie sculture sonore, magmatici grovigli di feedback modulato, drone abissali, cattedrali noise. Il disco presuppone una certa predisposizione per coglierne la bellezza, ma si tratta di opera coraggiosa e fuori dall'ordinario.
LP. Ristampa dopo oltre quarant'anni dalla pubblicazione del classico quinto album della band soul/funk dello'Ohio. Edizione limitata.