Proprio mentre la reunion dei Sixteen Horsepower sta facendo sfracelli in tutta Europa, il loro sciamanico leader pubblica il suo secondo album solista che continua a esplorare atmosfere ipnotiche e oscure. C'è meno elettronica e un approccio più folk rispetto all'esordio, ma l'ispirazione appare come sempre mistica e misteriosa e l'immaginario cupo e tetro. Affascinante.
A tredici anni dall'ultimo disco, il duo scozzese formato da Michael Sandison e Marcus Eoin torna con un nuovo album che non manca di disseminare simbolismi, collegamenti interni e indizi utili a decifrarne il significato. Niente a che fare con la Divina Commedia di Dante, Inferno scandaglia il rapporto dell'uomo con l'equilibrio cosmico e il progressivo deterioramento di quest'ultimo. Il disco si configura come un caleidoscopio di tracce con una loro personalità, più vicine a un'idea di canzone di quanto non fosse accaduto in passato. Si tratta di un'opera al solito interamente strumentale e con minime deviazioni di stile rispetto al passato, sospeso tra melodie elegiache, ipotesi post-rock, malinconie sognanti e ovattate, spirali d'organo e nebulosi bordoni. Entusiasmanti.
La band canadese si rifà viva con il decimo album di studio che inevitabilmente è un po' diverso dal solito dopo la perdita della batterista Tasy Hudson. Le canzoni appaiono come vere e proprie sculture sonore, magmatici grovigli di feedback modulato, drone abissali, cattedrali noise. Il disco presuppone una certa predisposizione per coglierne la bellezza, ma si tratta di opera coraggiosa e fuori dall'ordinario.
LP. Ristampa dopo oltre quarant'anni dalla pubblicazione del classico quinto album della band soul/funk dello'Ohio. Edizione limitata.
2LP. Il terzo album solista del leader dei Jethro Tull pubblicato in vinile per la prima volta.