si racconta che truman capote abbia finito di scrivere a sangue freddo in una bellissima villa sulla costa brava, lontano dal festivo caos di new york, e dal freddo del kansas che faceva da sfondo alla tragica vicenda della famiglia clutter, poi passata alla storia grazie al suo libro. in quella stessa villa, e negli idilliaci dintorni sospesi tra mare e cielo, leila guerriero si e messa sulle tracce del maestro del giornalismo narrativo, e cosi del suo stesso mestiere: sono tracce fumose, quelle lasciate da capote, perdute o travisate dal tempo, dal marketing, dal turismo. eppure sono palpabili come il fantasma che sembra ancora oggi infestare quella casa, come l`eredita di un autore geniale di cui la scrittura cristallina di guerriero disegna luci e ombre. un libro sulla scrittura e sull`ossessione, sull`amore per la precisione e la fragilita della memoria, con il ritmo e il fascino che ha la realta quando supera la finzione.

dall`autrice de "il colore viola", sei saggi pionieristici per una letteratura dell`esperienza femminile. fin dai suoi esordi alice walker ha dato un contributo fondamentale all`affermazione della scrittura delle donne, e delle afroamericane in particolare, non soltanto con il successo dei suoi romanzi ma anche con una produzione saggistica ancora oggi considerata centrale nel campo degli studi di genere. i "giardini delle nostre madri" del titolo sono, in senso letterale e metaforico, tutti quegli atti creativi che hanno visto le donne rovesciare la propria condizione di subalternita, nella societa come nell`arte. riscoprire una tradizione di scrittura femminile - lontano da un canone, vecchio e patriarcale, fatto di soli scrittori uomini - e per walker un atto radicale: la ricerca dei modelli e infatti il primo passo per aprire la strada a nuove narrazioni, nuove visioni del mondo, da cui non soltanto la letteratura, ma la nostra stessa umanita non puo che uscirne arricchita. la vediamo cosi sulle tracce di zora neale hurston (di cui walker e stata la prima a individuare il luogo di sepoltura) o confrontarsi con l`eredita di flannery o`connor, come lei interessata a un`indagine letteraria intimamente legata alla dimensione spirituale. conclude il volume una riflessione autobiografica sul periodo in cui l`autrice stava scrivendo "il colore viola".

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