
che cosa significa essere adulti oggi? e come diventarlo? se negli ultimi decenni l`identita` adulta e` stata principalmente fondata sul lavoro e sulla possibilita` di costruire un proprio ruolo sociale e professionale, oggi quel modello appare in crisi e non piu` in grado di offrire le certezze fornite finora. anche per questo, nella "stanza delle parole" dove la psicoterapeuta stefania andreoli riceve i suoi pazienti, negli ultimi anni ha cominciato a emergere una istanza generazionale comune: quella dei venti-trentenni e dei trenta-quarantenni, in cerca di aiuto per capire come trovare il proprio posto in un mondo sempre piu` schiacciato sul presente e che sembra aver perso ogni slancio verso il futuro. partendo dalle storie di chi si rivolge a lei ogni giorno, andreoli mostra a tutti noi cosa voglia dire essere adulti in quest`epoca di disorientamento, e prova a tessere un filo per ricucire lo strappo che oggi separa i piu` giovani dai loro genitori e dalle generazioni che li precedono. perche`, in un momento in cui le accuse reciproche prevalgono sul dialogo e la richiesta di omologarsi a un irraggiungibile ideale di perfezione vince sul guardarsi davvero, potrebbero essere proprio i giovani adulti, e i nuovi modelli di cui sono portatori in quanto figli del loro tempo, a indicare la soluzione rivoluzionaria capace di aiutare tutti a essere piu` in ascolto di se stessi e degli altri e, finalmente, anche piu` felici.

ogni martedi` la psicoterapeuta stefania andreoli tiene sul suo profilo instagram una rubrica di domande e risposte. qui trovano spazio storie, attualita` e tanti dubbi di genitori. mamme, perlopiu`. disorientate, equilibriste, creative, volenterose, sull`orlo di una crisi di nervi, ma tutte accomunate da un`ambizione: compiere le scelte piu` giuste. giuste, si`, ma per chi? da quando si diventa madri, sembra sottinteso che l`unica ragione accettabile per qualunque decisione quotidiana e di vita sia "lo faccio per mio figlio". "lo faccio per me" e` una frase che suona egoista, indegna per una madre. le ragioni sono storiche, culturali, legate ai falsi miti del sacrificio e dell`amore incondizionato e a una distorta interpretazione del famoso istinto materno. la pressione e` forte: a lasciare il lavoro; a trascurare interessi, amicizie e il rapporto di coppia; a sentirsi in colpa per un paio d`ore dal parrucchiere "che sottraggono tempo alla famiglia". insomma, a dire addio a una parte di se`. in questo libro andreoli ribalta le vecchie convinzioni e propone l`idea che l`esperienza della maternita` possa aggiungere, e non togliere, ricchezza all`identita` femminile. soltanto "facendolo per se`", trovando ciascuna il suo personale modo di fare la mamma - diverso dagli altri perche` frutto della propria storia in quanto persona - sara` possibile liberare la maternita`, rendendola sana, contemporanea e davvero utile per la crescita di un figlio e per il futuro della societa`.

"c`e` stato un momento in cui le chiamate dei miei pazienti (o meglio, dei genitori dei miei pazienti) sono diventate un vero e proprio copione gia` scritto. dopo le formalita` di rito, proseguivano tutte nello stesso modo: `dottoressa, la chiamo perche` a mio figlio e` venuta l`ansia`." a lungo considerata un problema che riguardava solo gli adulti, negli ultimi anni l`ansia si e` diffusa sempre di piu` fra bambini e adolescenti, con genitori spiazzati nel tentativo di comprendere le ragioni e la reale gravita` del malessere dei figli. ma qual e` il modo giusto di valutare e affrontare l`ansia vissuta dai giovani? come distinguere le normali paure adolescenziali da quelle patologiche? stefania andreoli, tra le piu` brillanti psicoterapeute dell`adolescenza italiane, in questo volume esamina le molteplici cause di stress a cui sono sottoposti i nostri ragazzi: competitivita` diffusa, modelli di successo irraggiungibili, una situazione economica in continuo mutamento. ma anche genitori che - spesso con le migliori intenzioni - offrono ai figli protezione e liberta` molto ampie nell`infanzia, aspettandosi poi risultati immediati e spesso irrealistici nell`adolescenza.