Dopo il debutto Trailer Park negli anni novanta, la cantautrice inglese era il primo nome nella lista delle next big things, ma, sebbene i suoi dischi siano sempre stati mai meno che eccellenti, a poco a poco è scivolata nell'underground, diventando un personaggio di culto. Oggi la sua voce è più roca, la sua esposizione più sofferta e la sua scrittura più ermetica e introspettiva: caratteristiche che si ritrovano nelle splendide canzoni che riempieno il nuovo album di studio The Ground Above, mai così intime, uniche, cariche d'emozioni e personalità.
Il nuovo album di Beth Orton, edizione limitata in digipack.
Torna Beth Orton, a qualche anno di distanza dal suo ultimo lavoro. E cambia, in parte, anche il suono. C'è una tendenza ad usare in parte la musica elettronica che, unita al suo songwriting, muta radicalmente certe sonorità. Infatti Beth collabora con musicisti come Dustin O'Halloran, Andrew Hung, Chris Taylor e George Lewis. Ma non c'è di che preoccuparsi: il talento e la giusta attitudine sono quelli di sempre.
2012. Prodotto da Tucker Martine, il nuovo lavoro della cantante inglese conferma la vena ipnotica ed interiore della musicista. Sonorità sospese tra musica ambient e introspezioni quasi sperimentali, una musicalità agrodolce, aggressiva e rarefatta, che mette a nudo i contrasti voluti che ci sono nella musica di Beth. La nuova svolta, più soul, fa venire a mente paragoni con Roberta Flack o Nina Simone.