La cantautrice originaria del Kentucky ma oggi residente a Nashville firma un secondo album che odora di taverna e verità, con un pizzico di gotico sudista. Prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys che ha messo in evidenza la splendida voce dell'autrice sospesa tra la purezza di Karen Carpenter e il tormento di Dusty Springfield, il disco è country privo di chirurgia estetica e di quella posticcia retorica rurale che infesta le classifiche. Ci sono David Rawlings alle chitarre e Paul Franklin alla pedal steel e All Dressed Up è un album sorprendente, tecnicamente inappuntabile e miracolosamente privo di ogni velleità di compiacere.