
"dimenticate la sicilia che avete letto nei romanzi o che avete visto nei film: quella dei fichidindia e dei delitti d`onore, dei nobili e dei briganti, dei gattopardi e dei perdenti. e fate largo, se potete, alla sicilia delle storie fragili, sminuzzate dal tempo e dalla lontananza". l`educazione sentimentale di un ragazzo degli anni cinquanta, musicante di paese con gli occhi pieni di sogni. un`epopea della miseria che dalla provincia siciliana piu profonda arriva nella palermo delle guerre di mafia, teatro in cui si spegne l`incanto della giovinezza. crescere nel dopoguerra a gangi - un paese arroccato su una montagna tra i nebrodi e le madonie - significa essere destinato a zappare la terra. pochi fortunati hanno la possibilita di studiare entrando in seminario e il protagonista di questa storia e uno di loro. nei quattro anni trascorsi in un istituto dei salesiani scopre l`arte, la letteratura, la musica, ma quando la sua vocazione vacilla il ritorno a casa e inevitabile. a gangi lo attendono una promessa d`amore e un`orchestrina volante che si muove leggera tra serenate e funerali. a questa sicilia di preziosa favola, in cui "quattro picciottelli con gli strumenti in mano avvampano di sogni e ambizioni", si contrappone la palermo della mafia e dei tradimenti, dei delinquenti e dei morti ammazzati. quella che giuseppe sottile ha imparato presto a conoscere come cronista di nera e che ha continuato a osservare e raccontare per cinquant`anni. il ritratto che ci consegna e appassionato e vibrante, intessuto di rimandi letterari e ricco di chiaroscuri, disilluso eppure rivolto verso un futuro in cui la citta che ha visto succedersi molte dominazioni possa ritrovare il suo "genio".

un venerdi` santo nella chiesa di nostra signora della necessita`, il giudice della corte d`appello marcantonio muscara` viene pubblicamente segnato a dito dal sospetto. i due giovani giornalisti dell`"ora" sono li`, a sparare flash in faccia. c`e` anche la figlia di muscara` che riconosce in uno dei due un suo vecchio (e amato) compagno di universita`, e non lo perdona... intorno a lei sottile ricostruisce quel "teatro palermitano delle evanescenze" dove si rappresentano drammi e misteri di una borghesia che si crede al riparo da ongi contaminazione e puntualmente si ritrova, legata mani e piedi, dentro il gioco mafioso.