
per slavoj zizek ci troviamo al "punto zero". nel 2024 la rielezione di trump ha fatto crollare un`altra volta le fragili impalcature delle sinistra mondiale, incapace di immaginare un`alternativa - e porre un argine - a un capitalismo guerrafondaio che sta aprendo nuovi fronti bellici, rinormalizzando la violenza e portando al collasso sociale e ambientale. ma punto zero e anche uno spazio carico di possibilita, il campo base da cui ricalcare le proprie strategie per costruire nuove forme di critica e di lotta. dalla violenza genocidaria di israele a gaza alle battaglie commerciali di dazi, dalla polveriera del medio oriente alla guerra civile in sudan, dall`emergere dei nuovi "signori feudali" del digitale che tessono le trame dell`economia mondiale fino al crollo dei principi su cui si e fondato l`immaginario dell`occidente, zizek prende in esame i grandi nodi del mondo di oggi e avvia una riflessione attorno a quale sia il "momento di parlare". le critiche rivolte a israele e il tentativo di contestualizzare la violenza di hamas - pur senza mai giustificarla - gli sono costati accuse e tentativi di censura. questo libro invece ribadisce con forza che proprio nei momenti in cui le parole possono incidere davvero, quando ci si trova al punto zero, diventa necessario non restare in silenzio. con l`ironia, la brillantezza e l`arguzia che da sempre caratterizzano il suo pensiero, slavoj zizek fornisce da un lato una mappa dei tempi inspiegabili in cui viviamo - dalla gabbia di sopraffazione in cui siamo tutti coinvolti, chi come vittima, chi come spettatore spaesato e scioccati. dall`altro ci offre un seme di speranza, una potenziale via d`uscita dal punto zero per ricominciare la scalata che potra condurci a una vera rivoluzione.

la rivoluzione globale e` una causa persa? i valori universali sono reliquie di un`eta` perduta o di un`epoca superata? per paura dell`orrore totalitario che abbiamo alle spalle, siamo costretti a rassegnarci a una misera terza via fatta di liberismo in economia e di pura amministrazione dell`esistente in politca? nella sua opera maggiore degli ultimi anni, che ha acceso feroci controversie nel mondo inglese e ne ha consacrato il successo presso un vasto pubblico, il cecchino filosofico slavoj zizek mira all`ideologia regnante, sostenendo che dobbiamo riappropriarci di numerose "cause perse" e cercare un nocciolo di verita` nelle politiche totalitarie della modernita`. perche` se e` vero che i terrori di robespierre, di mao e dei bolscevichi si sono rivelati catastrofici fallimenti, questo giudizio non racconta tuttavia l`intera storia: in ciascuno di essi e` presente un`aspirazione di "redenzione", che va del tutto persa nelle societa` liberaldemocratiche, con il loro (proclamato) rifiuto dell`autoritarismo e la loro (ipocrita) esaltazione di una politica"soft, consensuale e decentralizzata. le ricette? zizek non lesina massimalismi e ripropone in declinazioni contemporanee ma senza attenuazioni le categorie di giustizia rivoluzionaria e uguaglianza universale. il risultato e` una salutare staffilata d`utopia, un balsamo di rara forza per i nostri giorni angusti e le nostre menti rese asfittiche dal pensiero unico, un libro capace di guardare con occhi nuovi ai piu` vari fenomeni culturali e politici del mondo d`oggi e di farci "pensare l`impensabile" con strumenti impensati. un libro che rischia molto, certo, e che sfida la possibilita` della disfatta, in nome di quanto scriveva samuel beckett in"worstward ho: "prova ancora. fallisci ancora. fallisci meglio".

due idee configurano il mondo postumano in cui stiamo entrando: la (l`accelerazione tecnologica che produrra` a breve un inimmaginabile cambiamento di civilta`) e il cervello connesso direttamente alle macchine digitali. l`ultima fatica di slavoj ?i?ek e` un tentativo di comprendere questo con gli occhi di uno dei piu` importanti filosofi di ogni tempo, georg wilhelm friedrich hegel. attenzione pero`: hegel e il cervello postumano non e` uno studio ordinario sul filosofo tedesco, ma uno stupefacente tentativo di far parlare hegel stesso dei progetti di cervello connesso e di tutte le sue implicazioni: dalle riflessioni sulla singolarita` dei piu` ottimisti futurologi fino al neuralink di elon musk, che produce interfacce neurali impiantabili. allo stesso tempo questo libro parla anche di molto altro: della teologia della caduta, di beckett, degli ostacoli alla costruzione del socialismo agli inizi dell`unione sovietica, di un nuovo stato di polizia basato sul controllo digitale, e soprattutto di una parola ormai difficile da pronunciare: liberta` . davanti alla prospettiva di un cervello globalmente connesso, che ne sara` del nostro statuto di individui liberi? della nostra creativita`, del nostro inconscio, del nostro psichismo? cosa significhera` essere umani quando una macchina leggera` i nostri pensieri? con la consueta, impetuosa vivacita`, ?i?ek riesce nel miracolo di dar nuova vita al grande compito della filosofia: illuminare il futuro.