alla sua morte, appena trentaquattrenne, alfred jarry (laval 1873-parigi 1907) era gia` una leggenda nei salotti parigini, piu` per l`anticonformismo, praticato con irriverenza, che per il suo genio letterario. ci sarebbero voluti diversi decenni prima che venisse riconosciuto come uno dei padri delle avanguardie e che "ubu re" diventasse l`emblema di un teatro radicalmente moderno. la sua influenza e` stata cosi` profonda e duratura che tutt`oggi una comunita` di cultori mantiene un dialogo postumo con le sue idee attraverso il "collegio di patafisica", dove accanto a grandi nomi della cultura internazionale figurano anche intellettuali italiani come italo calvino, enrico baj e umberto eco. per molti, tuttavia, jarry resta soltanto l`autore di una pie`ce assurda e grottesca e la sua vita un mero concatenarsi di stravaganti aneddoti: le spiazzanti provocazioni ai gloriosi "martedi` del mercure", la totale identificazione con "pe`re ubu" che fini` per divorarlo, il disprezzo per ogni forma di decoro, lo humour scatologico, le bravate erculee con l`alcol, gli exploit con il revolver, le prodezze ciclistiche e con la canna da pesca, fino all`ultimo desiderio espresso in letto di morte, ovvero uno stuzzicadenti. in questa prima biografia critica a tutto tondo gli aneddoti rimangono e addirittura si moltiplicano grazie a una profusione di nuove fonti finora inedite cui alastair brotchie attinge, pero`, con discernimento, riuscendo riuscendo a separare il personaggio dal suo mito.
un`indagine sui trattori giunti in italia dai primi nel novecento sino al 1955, termine ultimo per considerare il trattore "da collezione e d`epoca". grazie a un`indagine condotta attraverso varie fonti e una ricca documentazione, il volume censisce e illustra i mezzi agricoli non costruiti in italia ma che in italia non hanno lavorato.
Recorded at Nola Recording, New York, NY on May 12-13, 1997.
scrivere un libro sulle 125 italiane degli anni ottanta e novanta e un`impresa che va oltre il semplice racconto tecnico. e un viaggio nella memoria collettiva di una generazione che ha vissuto l`emozione di quelle moto come simbolo di liberta e passione. ogni modello, ogni livrea, ogni suono di scarico racconta una storia fatta di sogni, sfide e adrenalina. erano moto che rappresentavano un rito di passaggio, il primo vero contatto con la strada, il brivido della velocita e il desiderio di indipendenza. ripercorrere quell`epoca significa preservare il ricordo di un periodo irripetibile, in cui le 125 non erano solo mezzi di trasporto, ma icone di stile, protagoniste di sfide, tra amici al bar, ma anche nelle gare di quel vivaio di talenti che e stato il campionato sport production. se hai vissuto quell`epoca, o se ne sei affascinato, questo e forse il momento giusto per ridare vita a quei ricordi e ricordare come quelle piccole moto abbiano segnato la storia e la cultura motociclistica italiana.