a una presentazione dello stato attuale della biologia, il libro affianca una riflessione suil metodo scientifico e sui problemi che si presentano ai biologi, abituati a rimanere in equilibrio tra il desiderabile e il possibile, tra l`immaginazione e la sperimentazione.
molti sono stati candidi senza saperlo. e molti continuano a credere di vivere nel migliore dei mondi possibili. anche se le ragioni per pensarlo sembrano sempre meno. con questo racconto morale voltaire ha sparato a zero contro l`ordine costituito, il fanatismo religioso, l`intolleranza e l`avidita` umana, perche` nel 1759 il mondo era un luogo . sotto molti aspetti, lo e` ancora. e sotto altri, lo e` ancora di piu`. candido e` un classico da leggere e da riscoprire. piu` moderno e sovversivo che mai, necessario come sempre. introduzione di italo calvino. postfazione di julian barnes.

queste lezioni - qui pubblicate in italiano per la prima volta sulla base degli appunti di alice ambrose e margaret macdonald - sono essenziali per comprendere l?evoluzione delle idee di wittgenstein, in particolare la lenta transizione dalla visione logicizzante del linguaggio che permeava il tractatus a quella pragmatico-antropologica che dominera le ricerche filosofiche. la vivida testimonianza del suo pensiero in divenire, tuttavia, non esaurisce i motivi d?interesse di queste pagine, che ci offrono anche un punto di vista privilegiato su temi cruciali - e ancora oggi controversi - della filosofia del linguaggio novecentesca, come la critica dell?identificazione del significato di un?espressione linguistica con il suo riferimento, o il riconoscimento della dimensione intrinsecamente normativa della nozione di significato. perno attorno al quale ruotano tutte le minuziose discussioni di wittgenstein sono le sue convinzioni metafilosofiche: la concezione dell?origine e della natura dei problemi della filosofia, ricondotta alle confusioni che il linguaggio stesso genera; e l?individuazione degli obiettivi appropriati e dei metodi dell?analisi filosofica, radicalmente contrapposti a quelli delle scienze. scopo della "buona" filosofia, ribadisce wittgenstein ancora una volta, e infatti la chiarificazione dei pensieri - condizione necessaria non tanto per risolvere i tormentosi problemi della filosofia, quanto, piu semplicemente, per dissolverli.
"bisogna sventrare napoli!" cosi agostino depretis, presidente del consiglio, reagi alla vista dei quartieri fatiscenti della citta, malsani, sovraffollati e decimati dal colera quando nel settembre 1884 vi si reco insieme al re umberto. l?espressione, con la sua immagine di cruda macelleria, suggeri alla ventottenne matilde serao una serie di articoli usciti sul giornale romano "capitan fracassa" e immediatamente raccolti in volume col titolo il ventre di napoli. un libro che giuseppe montesano ha definito ""politico" fino all?osso, come una sommossa o un proclama". in queste pagine infatti la celebre giornalista esce dagli stereotipi del pittoresco e da modi linguistici abusati per trattare - con un vigore e una prospettiva di impegno civile che va ben oltre l?orizzonte locale - l?orrore che era sotto gli occhi di tutti ma che nessuno affrontava davvero: la miseria del popolo dei quartieri bassi, i bambini soli o abbandonati, la lotta delle donne per l?esistenza, la serpeggiante deprivazione morale, le angustie della piccola borghesia, l?arrivismo dell?elite cittadina, l?ambiguo mito della modernita che spiana la strada a un affarismo feroce e alla speculazione piu avida. "il ventre di napoli", qui proposto secondo l?edizione del 1906, e affiancato da una scelta di prose che offrono una visione ampia e variegata della peculiare scrittura di matilde serao: che narri la disastrosa eruzione del vesuvio del 1906 o il risanamento urbanistico, o ancora rievochi i suoi anni di scuola o si interroghi su quello che le fanciulle non dicono, la scrittrice unisce una non comune capacita di osservazione alla disposizione empatica verso il mondo, con una personale e nitida cifra realista che anticipa il moderno reportage.
nella mosca staliniana, popolata di stupidi burocrati e di spregevoli privilegiati, gente meschina e feroce per la quale truffa, ipocrisia e delazione sono una seconda natura, e` arrivato il diavolo. sotto le spoglie di woland, esperto di magia nera, e accompagnato da una bizzarra corte di cui fanno parte valletti, sicari, streghe e un gigantesco gatto parlante, per tre giorni satana semina scompiglio tra l`intelligencija letteraria e in tutta la citta`. un destino diverso e` riservato solo al maestro, uno scrittore chiuso in manicomio, autore di un romanzo su ponzio pilato rifiutato dalla critica e dagli editori, e alla sua infelice amante, margherita, che sara` protagonista di una terrificante, travolgente notte stregata. bulgakov compose il suo capolavoro negli ultimi dodici, amarissimi anni di vita, ostracizzato dal regime stalinista, senza la speranza di vederlo pubblicato. riusci` tuttavia a trasformare la sua disperazione, la lotta contro l`angoscia e l`isolamento nell`oggetto e nel motore di un`opera d`arte assoluta. per offrire un quadro dell`atmosfera storica e psicologica in cui il maestro e margherita fu scritto, in questo volume sono raccolti anche il racconto incompiuto all`amica segreta e la lettera al governo dell`urss, inviata dall`autore stesso nel 1930 a stalin, cui si aggiungono la postfazione di igor sibaldi e le note della curatrice serena prina, aggiornate alle piu` recenti acquisizioni critiche.