solo in battaglia offre una nuova chiave di lettura per comprendere i protagonisti dello sport, che raramente sono stati raccontati da tanto vicino. l`autore ha vissuto con questi tre sportivi mentre preparavano l`impresa, narrando la fatica degli allenamenti di silvio mondinelli in attesa di partire per il nepal e tentare di scalare l`everest, lo sforzo di vittorio malingri per costruire con le proprie mani il catamarano di sei metri e mezzo senza cabina con cui attraversare l`oceano atlantico in solitaria, la ricerca della concentrazione di mattia pasini per giungere nella condizione perfetta al via del gran premio d`italia classe 250; senza tralasciare i dubbi e le paure, i sogni e l`invocazione alla quotidiana dose di rischio che consente a questi atleti, attraverso meccanismi puramente inconsci, di compiere prestazioni straordinarie. un libro che e` al contempo avventura e confessione.
l`opera di barthes sui segni e sulla "scrittura", la scrittura della moda, del mito, dell`eros, del cinema, della fotografia, della musica, della letteratura... si sottrae programmaticamente alla sua riducibilita` a oggetto. percio` il titolo con roland barthes alle sorgenti del senso a questo libro che intende dare voce a barthes e, con lui, a ciascuno di noi.
una essenziale carrellata su quel parlato pregnante ed espressivo, denso di sorridente fantasia e di ammiccanti sfumature in cui saldo possesso ancora si manifesta il napoletano: le sue proprieta`, le sue "regole", le sue spesso inavvertite caratteristiche, le componenti e gli apporti della sua struttura da palinsesto, le svariate sorprese che lo stesso riserva e la sua attitudine a far trasmigrare nella madrelingua propri esclusivi fonemi. e in piu` un`amena rassegna di termini sul cui "italianismo" si sarebbe pronti a giurare, ma che invece sono - e restano - genuinamente e candidamente di matrice napoletana. un ideale contributo alla riscoperta e alla riappropriazione di un eloquio che, proprio perche` in grado di reggere vitalmente al cospetto del generalizzato e ingeneroso declino degli idiomi locali, merita di essere privilegiato e difeso.
re guerriero e accorto amministratore, mecenate e politico scaltro: teodorico il grande (454-526), re degli ostrogoti, e` un re leggendario che ha lasciato profonde tracce nella storia italiana, un re nella cui vita si intrecciano culture nordiche, sensibilita` orientali e insegnamenti romani. questa biografia ripercorre la sua storia intrecciandola con gli scontri politici, religiosi ed economici che laceravano l`europa di quei tempi.
il castello di porta giovia, meglio conosciuto come castello sforzesco, e` uno dei simboli della citta` di milano e uno dei luoghi piu` amati dai milanesi. fu eretto grazie alla perizia e alla fatica di generazioni di muratori, carpentieri e scalpellini, diretti da figure di spicco nel campo dell`architettura quali antonio averlino detto il filarete, leonardo da vinci e bartolomeo gadio. non tutti sanno pero` che esiste anche una parte nascosta: sono i sotterranei del castello, un vero e proprio mondo sommerso tutto da scoprire, che conserva intatta la sua bellezza architettonica. in queste pagine, un viaggio tra cunicoli, gallerie e casematte seguendo gli esploratori della s.c.a.m. (speleologia cavita` artificiali milano) che per primi si sono calati sotto le mura della fortezza milanese.
dalle sabbie dell`egitto e` emerso un sorprendente rotolo di papiro, che contiene una porzione della perduta "geografia" di artemidoro di efeso (ii seeolo a.c.), una carta geografica non finita e due serie di disegni, di animali e di figure umane. quando e come si puo` datare il reperto? in che rapporto fra loro stanno testo, mappa, primo e secondo gruppo di disegni? perche` le foto all`infrarosso mostrano numerose impronte speculari del testo e dei disegni? che base hanno i dubbi che qualcuno ha sollevato sulla sua autenticita`? con quali strumenti si affronta, tra archeologia, papirologia, filologia e storia dell`arte antica, un documento cosi` inatteso? questo libro ripropone, in breve e con linguaggio accessibile, la storia del papiro di artemidoro dalla scoperta all`acquisto da parte della compagnia di san paolo di torino, alle analisi fisico-chimiche, paleografiche, bibliologiche e contestuali che consentono di datarlo entro il i secolo d.c., alle nuove conoscenze che esso apporta agli studi classici. emergono il recupero di un testo perduto ma di autore identificabile, una mappa che e` a oggi la piu` antica che sia giunta dal mondo greco-romano, e infine le due serie di disegni che ripropongono con forza il tema delle pratiche di bottega degli artisti antichi, fra vari generi del disegno: di repertorio, di progetto e di esercizio. i disegni del papiro di artemidoro aprono cosi` una nuova stagione di studi, una nuova provincia delle ricerche sulla storia dell`arte antica.
l`individuale, il locale e il globale sono inestricabilmente intrecciati, ma non sempre si e` portati a stabilire connessioni tra le proprie vite individuali e i poteri piu` estesi che le configurano. cosi` passivita` e indifferenza contribuiscono ad alimentare lo sgomento collettivo che regna nel mondo. in un libro che mescola l`attualita`, l`analisi della societa` e la storia, paul ginsborg disegna il tracciato di una politica al futuro: che sappia scoprire e reinventare ideali riconoscendo gli stretti legami che intercorrono tra i valori universali e i comportamenti quotidiani.
"siamo condannati ad avere fede - sostiene l`autore - se vogliamo vivere. con la nostra parte oscura combattere un`altra parte oscura. l`animale che e` in noi, non il nostro intelletto, ci porta avanti, verso le vette piu` alte della spiritualita`. qui vedo il paradosso della fede". una ricerca dei segni della propria fede piu` sotto il segno di kafka che di dostoevskij, perche` avere fede e` un impegno tragico. lo scrittore ne indaga l`origine tra le paure infantili, le menzogne dell`eta` adulta e l`illuminazione della grazia. una ricerca che ben presto si muta in un corpo a corpo con la questione del male e della sofferenza: la fede come necessita` della nostra vita senza certezze.
lo studioso israeliano otto dov kulka ha dedicato tutta la propria opera all`analisi rigorosa e impersonale dell`olocausto e dei suoi legami con la societa` tedesca. ora, a decenni di distanza, decide di spezzare il silenzio in cui ha relegato la propria esperienza di bambino deportato ad auschwitz e di far convergere in un unico libro il dato autobiografico e quello storico, rivelando le mitologie elaborate sulla base delle proprie impressioni d`infanzia e confrontandole con la realta` dei documenti e dei resoconti altrui, e con l`immaginario comune sulla realta` dei campi di sterminio. auschwitz e` per kulka la metropoli della morte, su cui domina implacabile la legge della morte. ma e` anche il luogo in cui, grazie agli insegnamenti dei malati ricoverati come lui in infermeria, scopre i capisaldi della cultura occidentale, in cui coglie nel cielo primaverile squarci di bellezza assoluta, in cui intona l`inno alla gioia a poche centinaia di metri dai forni crematori, insieme al coro dei ragazzi del "campo famiglia", l`illusoria isola di normalita` creata a uso e consumo degli ispettori della croce rossa. ripercorrendo i frammenti del proprio mondo interiore e i luoghi reali in cui un tempo ha vissuto, kulka fornisce un resoconto straziante e a tratti poetico di cosa significhi essere immersi nell`esperienza dei campi di sterminio, rinchiusi in un mondo dominato dalla morte da cui e` impensabile uscire, oggi come allora.
ortega y gasset, il piu` grande filosofo spagnolo, medito` per tutta la vita su vela`zquez e la sua pittura. in particolare negli anni quaranta e cinquanta del novecento, ortega definisce una propria provocatoria interpretazione della figura e dell`opera di vela`zquez che, nonostante le resistenze iniziali degli storici dell`arte, ha segnato fino ad oggi la nostra interpretazione del piu` grande pittore spagnolo di tutti i tempi. vissuto in un`epoca dall`accentuato formalismo e dall`esasperata convenzionalita`, vela`zquez paradossalmente sa ritagliarsi poprio a corte uno spazio di liberta`, svincolando l`arte dal tema rappresentato e ridandole la funzione primigenia di fissare l`attimo per l`eternita`. di fronte alla circostanza del suo tempo, pur condizionante che sia, un individuo geniale sa sempre trovare, dunque, il modo di esprimere se stesso. degli scritti di ortega su vela`zquez si offre qui un`ampia scelta in una nuova, accurata e felice traduzione, mentre la prefazione inquadra la proposta interpretativa di ortega nella storia della fortuna critica del pittore. d`altro canto, le schede storico-filologiche, che accompagnano le riproduzioni dei capolavori analizzati dal filolosofo, aggiornano la loro lettura sino al fitto dibattito attuale.
isabella d`este e` una delle grandi donne del rinascimento italiano. figlia del duca di ferrara ercole d`este e di eleonora d`aragona, sorella di beatrice (moglie di ludovico il moro), ando` sposa al marchese di mantova francesco ii gonzaga. negli anni turbolenti delle guerre d`italia, nelle quali il marito ebbe un ruolo di primo piano, partecipo` al governo dello stato, riusci`, con un paziente lavorio diplomatico, a far liberare francesco quando, nel 1510, cadde prigioniero dei veneziani e riuni` attorno a se` una delle piu` splendide corti italiane, proteggendo poeti come ludovico ariosto e matteo boiardo, intellettuali come pietro bembo, artisti come leonardo e tiziano, che ne tramandarono il ritratto.
sulla base delle esperienze compiute per anni dall`autore con migliaia di cittadini e associazioni, questo libro racconta come si fa a essere "custodi attivi", prendendo a cuore ciascuno il proprio "frammento" di italia, in modo che, alla fine, il paese intero si prenda cura di se` stesso. far rifiorire la vita di comunita` e diventare protagonisti di una rinascita non e` un`utopia, e` una forma di militanza civile gia` avviata con successo in tante realta` italiane. lo scopo di queste pagine e` spiegare come si possa creare una grande rete su scala nazionale che consenta lo scambio di esperienze, informazioni e competenze fra tutti coloro che, per libera scelta, desiderano prendersi cura dei beni comuni materiali e immateriali, stipulando con le istituzioni un patto per la ricostruzione del paese.
una lunga pedalata in cinque regioni sulle orme dei grandi autori del `900. pensieri, parole, cronache e poesie sulla bicicletta. con mappe e itinerari. la romagna di oriani e fellini, l`emilia da bassani a guareschi a zavattini, il piave di parise, hemingway e berto, il friuli di pasolini, il lago di como di testori, le langhe di pavese e levi e la torino di calvino.
arrivato alla soglia dei novant`anni, dopo aver affascinato i suoi lettori con i segreti della storia, della musica e della religione, corrado augias racconta l`avventura di una vita, la sua. e con grande talento di narratore, evoca l`infanzia in libia, il ritorno a roma, l`incubo dell`occupazione tedesca, il collegio cattolico, i primi passi nel giornalismo, e poi "telefono giallo" e "la repubblica". e` un racconto che ha il calore e l`empatia della conversazione tra amici: la vita s`impara, ci dice augias - soprattutto se non si perdono mai la curiosita` intellettuale e la passione civile. a quasi novant`anni, corrado augias e` un prezioso testimone del cambiamento. l`italia di oggi - esclusi gli eterni vizi nazionali - assomiglia poco a quella di ieri. augias ci racconta l`infanzia passata in libia al seguito del padre ufficiale della regia aeronautica; la guerra e i bombardamenti; l`incubo di una feroce e lugubre occupazione; gli anni in un collegio cattolico, per lui che oggi si confessa ateo. e poi la vita professionale, il giornalismo, i libri, le fortunate circostanze che lo hanno reso partecipe di tre eventi importanti nella vita culturale del paese: la nascita della direzione centrale programmi culturali della rai; la fondazione del giornale "la repubblica" nel 1976, il rilancio di raitre nel 1987. l`invenzione di alcuni fortunati programmi televisivi da "telefono giallo" a "babele", da "citta` segrete" alla piu` recente creatura "la gioia della musica", ultimo programma ideato per la rai prima del passaggio a la7 ancora una volta con un fortunato programma di cultura: "la torre di babele". accadimenti che sono pero` solo la parte pubblica di un percorso che ha una componente intima ancora piu` interessante: il lungo apprendistato a una matura dimensione d`intellettuale. agli eventi che hanno scandito la sua vita, augias affianca le letture di cui s`e` nutrito e dalle quali ha "imparato a vivere". da tito lucrezio caro a renan, da feuerbach a freud e poi s
dal 1770 al 1799, sui due lati dell`atlantico, america ed europa sono travolte da rivoluzioni: dalla lotta di indipendenza americana, ai moti svizzeri e irlandesi che precedono la rivoluzione francese, ai successivi moti in belgio, germania renana, province unite e italia. lo storico francese jacques godechot accomuna in un`unica, grande , o , tutti i cambiamenti che, condizionandosi gli uni con gli altri, hanno cambiato il corso della storia. nella rivoluzione occidentale si sommano cambiamenti in tutti i campi: nel mondo delle idee e della produzione - dall`agricoltura all`industria - nell`economia, nella crescita demografica, nella scienza e nelle scoperte geografiche. godechot individua somiglianze e differenze delle trasformazioni nei singoli paesi e propone una visione dei decenni che hanno cambiato il mondo.
la campania somiglia a un grande teatro con il vesuvio al centro della scena: napoli ai suoi piedi, il tirreno di fronte e alle spalle l`entroterra, quell`articolata cavea di cime e valli dove secoli di ruralita` contadina hanno lasciato tracce profonde. la nuova guida verde cattura la dimensione umana e naturalistica di una regione esuberante, complessa, stratificata. storia, arte, poesia, piaceri del mare e della buona cucina, ricchezze culturali e antropologiche si mescolano in un pastiche che costituisce l`essenza del mediterraneo: ecco in successione il golfo di napoli con le sue isole, la penisola sorrentina, la costiera amalfitana, il cilento, salerno, caserta e il sannio beneventano del silenzio e della luce. fino all`irpinia e ai suoi paesi dimenticati, a cui franco arminio dedica una poetica ricognizione. in questa guida: napoli e i campi flegrei, pompei, ercolano e l`area vesuviana, le isole del golfo, la penisola sorrentina, salerno e la costiera amalfitana, il cilento e il vallo di diano, caserta, la pianura e il matese, benevento e il sannio beneventano, avellino e l`irpinia.