l`autore distingue nella societa` contemporanea due diverse strtegie messe in opera dagli uomini per fronteggiare la morte. la prima, che chiama di tipo moderno, mira alla "decostruzione della mortalita`". nella societa` moderna non si muore, si e` uccisi da qualcosa. l`attenzione si concentra sulle singole cause, contingenti, evitabili e razionalmente aggredibili. veniamo a poco a poco addestrati a pensare non alla morte in generale, ma alle singole morti. la seconda strategia, che bauman chiama post-moderna, consiste nella "decostruzione dell`immortalita`". in un`epoca in cui il futuro e` gia` cominciato, il domani non si distingue dall`oggi, vita e morte si confondono e appaiono happening fugaci e passeggeri.
il libro raccoglie il materiale di sei conferenze e diventa occasione per riflettere sulla distanza fra l`uomo ipoteticamente senza connotazioni e l`uomo connotato. la definizione "l`altro"/"gli altri" puo` venir intesa come l`altro da se`, come l`individuo contrapposto agli altri individui, ma anche l`altro che affonda le radici nella diversita` di sesso, generazione, nazionalita`, religione. attraverso il reportage (che secondo kapuscinski e` il genere letterario piu` collettivo che esista) l`autore ricorda gli interlocutori incontrati sulle strade del mondo, quelli che raccontano la storia della loro vita o che parlano della societa` alla quale appartengono. questi interlocutori sono persone fatte da due parti spesso difficili da separare. una e` l`uomo chiunque, l`altra, sovrapposta e intrecciata alla prima, e` l`identita` razziale, culturale e religiosa. le due parti non appaiono mai distinte, allo stato puro e isolato, ma convivono influendo l`una sull`altra. kapuscinski fornisce in questo lavoro il suo punto di vista sulla percezione culturale delle persone.