2 CD. Con Jimmy Knepper, Bill Evans, Horace Parlan, Shafi Hadi, Clarence Shaw, Bill Hardman, Dannie Richmond & Kenny Dennis
CD /DVD. Antologia coi classici e DVD con un concerto anni settanta
il "discorso" sui costumi degli italiani, scritto nel 1824 e pubblicato per la prima volta solo nel 1906, e` uno dei piu` alti, ardui e lucidi esempi della capacita` di penetrazione dello sguardo dell`etnologo e del filosofo morale e politico giacomo leopardi, una delle figure toreggianti del diciannovesimo secolo. come osserva nell`introduzione salvatore veca, lo sguardo antropologico di leopardi coglie, "con inesorabile freddezza e lontananza e con intensa empatia, alcuni dei tratti di lungo periodo propri della societa` italiana, sullo sfondo del contesto europeo". questi tratti "sono quelli familiari e riconoscibili in un identikit che abbiamo la responsabilita` civile di continuare a tracciare, non per conservare il passato che non passa ma semplicemente per prendere sul serio il difficile compito mai finito di progettare la modernita`, a quasi due secoli di distanza dal magistrale portrait di giacomo, nostro contemporaneo".
credere nella scienza, nelle opportunita` di curare le malattie, di restituire la salute. credere nella medicina come missione, nella quale il medico mette le proprie competenze al servizio degli altri. ma anche credere in un dio e nella possibilita` di testimoniare la propria fede nell`esercizio della professione medica. e possibile tenere insieme tutto questo? e possibile credere e curare? ignazio r. marino, da medico e da credente, si interroga sui limiti di una professione in piena crisi d`identita`. tra esperienze personali e riflessioni maturate in venticinque anni di lavoro sul campo, in europa e negli stati uniti, marino guarda allo smarrimento che sembra avere preso la medicina contemporanea.
Perché leggere Karl Kraus? Perché farsi coinvolgere dalla sua rabbia? Cos'hanno in comune il nostro mondo e la Vienna d'inizio Novecento? E sono ancora attuali gli allarmi apocalittici che Kraus lanciava dalle colonne della sua rivista, tuonando contro la tecnologia e la macchina infernale dell'informazione? Jonathan Franzen rilegge Kraus con acume polemico e molta ironia. Tra autobiografia e critica culturale, questo libro è una guida imprescindibile all'universo del Grande Odiatore e insieme il racconto della passione intellettuale di un lettore d'eccezione.