le cinquanta poesie de "il talco sotto le ballerine" di sebastiano grasso nascono al seguito di un vero e proprio canzoniere, una trilogia cominciata nel 2000 da "il tuo pube nero beffera` la morte", proseguita nel 2002 da "sul monte di venere", e poi da "la preghiera di una vergine", uscita nel 2004. ma queste nuove poesie, scrive ezio raimondi nel saggio introduttivo, "non costituiscono ne` una vera appendice, ne` una vera conclusione del lavoro precedente. la nuova raccolta continua il movimento di quella medesima scrittura ma parla anche per se`. bisognerebbe leggerla come il grande episodio di una storia che per certi versi si allontana dai luoghi delle poesie precedenti mentre per altri ne continua il discorso profondo".
"un donchisciottismo postmoderno alla ricerca di un`etica che travalichi i moralismi dell`estetica contemporanea. tutto si svolge secondo i canoni di un racconto classico, con un personaggio centrale che cerca di far luce sulle ultime briciole della sua vita ormai giunta al capolinea. eppure in questo eroe ci sono le mille monadi impazzite che albergano il regista alessandro e l`attore luigi. la straordinaria biblioteca dello starnoce venduta al miglior offerente e` la causa da dove prende movimento un`odissea d`incontri, di riflessioni filosofiche, di relazioni erotiche, di rapporti tecnologici, di corrispondenze fantastiche." (ugo margio)
l`11 gennaio 1927 tamara entrava per la seconda volta al vittoriale e questa volta siamo informatissimi su tutto quanto ella fece e non fece nella casa di gabriele. questo soggiorno, infatti, ha trovato una cronista inaspettata in ae`lis mazoyer, una strana figura di donna che, entrata giovanissima al servizio di gabriele d`annunzio come cameriera, e ben presto divenuta sua amante, rimase accanto al poeta sino alla morte e tenne per tutto il tempo un disordinato ma eccezionale diario, in cui registrava tutto quel che accadeva intorno a lei [...] la cronaca dei giorni che tamara trascorre al vittoriale e` la cronaca di una tentata seduzione: una cronaca precisa e particolareggiata, ma anche sofferta dalla cronista. ae`lis e` fortemente interessata all`opera di seduzione e, naturalmente, parteggia per il "comandante": non solo perche` e` felice di vedere le attenzioni del "comandante" dirottate su un`altra persona, ma anche perche` non vuole ammettere che un uomo come il suo padrone possa fare "fiasco" con una donna. ae`lis registra tutto. le varie situazioni, tutte ambigue e assai piccanti. le reazioni di tamara e quelle del "comandante". le confidenze dell`uno e quelle dell`altra. ne` trascura la puntuale e illuminante raffigurazione della varia umanita`, pressoche` tutta composta di donne, che ruotava intorno al poeta in quegli anni. (dalla presentazione di piero chiara) con uno scritto di annamaria andreoli
punto di partenza di questa commedia e` uno scudo che, abbandonato da un soldato in battaglia, ingenera nel servo la falsa convinzione della morte del suo padrone. in quest`opera viene affermato il principio della solidarieta` umana, del bene che vince sul male (rappresentato da un vecchio avaro ed egoista che vuole appropriarsi del patrimonio del soldato creduto morto).
poco piu` di cento miglia separano le coste pugliesi da quelle del montenegro e, nella luce limpida di certe mattine, dal litorale italiano si vedono le montagne dell`albania. quando si ritrovano dall`altra parte del mare, anna, roberto e gino hanno un unico obiettivo: fare il salto nella malavita che conta ed esorcizzare i loro fantasmi. per riuscirci devono beffare la frontiera di acqua salata e aprire una nuova via per l`eroina. anna in realta` e` una trans. si chiama antimo ed e` la figlia di don franco salano, il boss di forcella. e cresciuta tra i vicoli dei quartieri dedicandosi al pizzo e all`usura, sopportata solo per il cognome che porta. roberto flores ha trentasei anni, viene da capodrise ed e` stato una promessa del pugilato, ma alla fatica della boxe ufficiale ha preferito i soldi facili dei combattimenti clandestini. cinico e scaltro, e` stato un corriere della droga e un soldato sulle piazze di spaccio della capitale. gino e` lo zio di roberto, ha passato la vita a fuggire dalla campagna in cui e` nato. per lui l`avidita` e` un comandamento e il tirare a campare un`arte. districandosi tra le faide dei clan balcanici, scivolando in notti buie come la pece sulle onde dell`adriatico, i tre hanno deciso di prendersi un posto al sole. ancora non sanno che quel posto si trova oltre l`unico confine davvero invalicabile: la frontiera dei loro cuori.