per piu` di cinquant`anni milton glaser ha disegnato molto del mondo che viviamo e sperimentiamo ogni giorno. i suoi manifesti, i libri, gli album, i ristoranti, le pubblicita` e altre cose ancora lo fanno ritenere una delle forze dominanti nel design in america. in "drawing is thinking" accosta un sorprendente vocabolario di immagini e di tecniche cosi` da creare il suo libro piu` personale. non solo ha disegnato per tutta la vita, ma ha sempre anche pensato all`arte e al design. partendo dal suo punto di vista che ogni arte ha la sua origine nell`impulso della creazione, ha progettato un libro che delinea fortemente questa posizione. questi disegni sono destinati a essere sperimentati in sequenza, in modo che lo spettatore non solo segua glaser attraverso queste pagine, ma arrivi alla sua mente. i disegni rappresentano una vasta schiera di soggetti presi dall`intero insieme della carriera del maestro. le pagine suggeriscono che il disegno non e` semplicemente il mezzo per rappresentare la realta`, ma, come il titolo implica, il miglior modo per percepire il mondo. il creatore e lo spettatore diventano piu` attenti, uno attraverso la creazione, l`altro attraverso la sperimentazione, nell`intento di svelare il processo della mente mentre crea la realta`.
cosa faresti se un giorno tuo fratello maggiore, il tuo idolo, la tua roccia, annunciasse di non chiamarsi piu` jason ma jessica? di essere una ragazza e di essersi sempre sentita tale? e` quello che succede a sam, tredici anni, proprio quando l`adolescenza comincia a bussare alla porta, tra nuove amicizie e possibili amori. il mondo per sam si capovolge di colpo: non solo il fratello non e` piu` lo stesso, quel fratello cosi` popolare con le ragazze e cosi` bravo a calcio, ma neanche i suoi genitori sono le persone aperte e tolleranti che lui ha sempre creduto di conoscere. un romanzo che con empatia ma anche leggerezza e ironia racconta la difficolta` e l`importanza di accettare l`altro, sempre. eta` di lettura: da 10 anni.
Recensendo questa commedia in tre atti del 1947 - rappresentata per la prima volta il 14 gennaio 1948 dalla compagnia "Il Teatro di Eduardo con Titina De Filippo" al Teatro Eliseo di Roma -, scriveva su "Oggi" L. Antonioli: "La trama, come per le precedenti commedie, nasce da un fatto veramente accaduto. Il personaggio di Benedetto, il marito tradito, è realmente esistito: la guerra gli aveva dato in un primo tempo la ricchezza, poi gli aveva tolto la moglie, innamoratasi di un ufficiale americano. Quando è venuto a sapere che la sua storia era stata messa in scena (la fortuna gli aveva già voltato le spalle), non ne ha intentato causa, come gli amici gli avevano consigliato, non ne ha fatto una speculazione, ha chiesto a Eduardo solo una poltrona al teatro"
ii meridiano propone un`ampia scelta di narrativa breve e lunga, a partire da "itinerario di paolina" del 1937, "ricordi di una donna che rievocava, in terza persona, la sua infanzia e la sua adolescenza". tra i romanzi, il piu` famoso e` "artemisia" (1947), che ripercorre la vita della pittrice seicentesca artemisia gentileschi, "una delle prime donne che sostennero colle parole e colle opere il diritto al lavoro congeniale". anche gli altri romanzi presentati sono ciascuno una perla: "il bastardo" (1953), una "storia di famiglia", espressione di una societa` "intimamente logorata"; "noi credevamo" (1967), ispirato alle vicende del nonno rivoluzionario calabrese; "la camicia bruciata" (1973), in cui la banti colloquia con marguerite d`orle`ans; "un grido lacerante" (1981), pagine scritte a dieci anni dalla scomparsa di longhi, compagno di una vita. inframmezzati ai romanzi, in ordine cronologico, sono collocati i racconti, tratti da raccolte che spesso gia` nel titolo dicono l`appartenenza alla "rivoluzione" femminile e il profondo interesse dell`autrice per le "epoche di profonda crisi".