"spesso mi chiedono cosa abbia significato per me aver conosciuto gaber, o cosa mi manchi del signor g. e io non so cosa rispondere. perche` gaber per me era, come per tutti i figli e piu` che ogni altra cosa, mio papa`. il papa` bellissimo che mi accompagnava a scuola, la persona con cui ho giocato, dialogato, discusso, imparato a vivere. ho lavorato con lui, vero. ma anche in quel caso restava, soprattutto, mio padre. di lui mi manca tutto, e parlarne non e` facile. c`e` imbarazzo. pero` non posso fare a meno di battermi per la sua memoria, visto che ci ha lasciato un`eredita` sterminata di opere belle e attuali, di idee che impongono un esercizio permanente del pensiero. nulla di mio padre era facile. non era facile guardarlo, con quella sua espressione quasi impossibile da decifrare. non era facile ascoltarlo ne` capirlo. e non perche` facesse ricorso a un linguaggio inaccessibile: era un uomo piacevole e divertente. pero` confrontarsi con lui imponeva, impone, onesta` intellettuale; la scelta di preferirsi persona piuttosto che maschera. e non e` mai facile accettare chi ci mette di fronte alle nostre finzioni, trasformandosi in uno specchio capace di mostrare esattamente chi e come siamo dentro." (dalia gaber)
il volume - che raccoglie le relazioni e i commenti di autorevoli testimoni del nostro tempo, svolti in occasione del ciclo di seminari organizzato dalla fondazione lucchini - intende offrire la possibilita` di guardare al processo di globalizzazione da diversi punti di vista, mettendo in evidenza la multidimensionalita` del fenomeno e la sua natura sfaccettata. non ha la pretesa di fornire la mappa definitiva per navigare senza insidie in un mare turbolento, ma vuole suggerire come la globalizzazione non sia un processo ineluttabile e unidirezionale e dipenda in larga parte dal sistema di istituzioni destinate al suo governo.
a ottant`anni dalla rotta di caporetto, torna uno dei piu` importanti documenti storici sul momento di massima crisi dell`esercito italiano osservato dal comando supremo. quattro sono i grandi episodi militari compresi nel diario di gatti: la decima battaglia dell`isonzo (maggio), la battaglia dell`ortigara (giugno), la conquista della bainsizza (agosto), caporetto (ottobre-novembre).
"vivere e narrare. l?essere umano, in quanto "animal narrans", si distingue dagli altri animali per il fatto che narrando realizza nuove forme di vita. la narrazione ha la forza del nuovo inizio. lo storytelling, di contro, conosce solo una forma di vita, quella consumistica". le narrazioni sono in crisi da tempo. ridotte ad ancelle del capitalismo, si trasformano in storytelling e lo storytelling, ormai ubiquo, scade nella pubblicita, nel consumo di informazioni. l?accumulo di notizie ha preso, insomma, il posto delle storie. dati e informazioni, pero, frammentano il tempo, ci isolano e ci bloccano in un eterno presente, vuoto e privo di punti di riferimento. a diventare impossibile e la felicita stessa. perche la vita, con tutti i suoi imprevisti, inciampi, tentativi ed errori, incontra la pienezza solo quando puo essere condivisa e tramandata all?interno di una narrazione collettiva.