tra la fine del quattrocento e i primissimi anni del cinquecento un ignoto amico di leonardo da vinci stampa le "antiquarie prospettiche romane", resoconto in versi delle antichita` che si conservano a roma attorno al 1496. il testo fotografa una serie di opere riportate alla luce dal fervore delle ricerche archeologiche degli umanisti e collocate nei palazzi delle grandi famiglie patrizie. per molti reperti oggi perduti si tratta di una testimonianza unica, per altri pezzi e` una formidabile cartina di tornasole per verificare le modifiche apportate nel corso dei secoli. insieme al valore documentario artistico, l`opera ha una rilevanza letteraria per il singolare impasto linguistico, dal sapore fortemente dantesco.
e il sisde il luogo in cui si incrociano i destini di irene bettini e roberto taddei: lei, impiegata scontenta del suo lavoro, single, molto legata al padre; lui, direttore in carriera, sposato, alle prese con un`indagine delicatissima. mentre tra i due protagonisti nasce un difficile legame sentimentale, si sviluppa e si complica la ricerca della talpa che dall`interno degli uffici rivela informazioni segrete alla mafia: e` un`indagine pericolosa che, tra continui colpi di scena, scava nei meandri di una delle piu` discusse realta` nazionali.