il volume contiene: regole e concetti di grammatica e sintassi in ordine alfabetico; traduzione e uso di vocaboli e locuzioni particolari; errori tipici e forme esatte; "faux amis" ed espressioni idiomatiche; interiezioni e onomatopee; argomenti di interesse linguistico-culturale.
nel 1953, il primo numero della prestigiosa rivista americana "the paris review" usci` con un`intervista a e. m. forster, inaugurando cosi` un genere letterario del quale il review e` a tutt`oggi l`esempio piu` alto e raffinato. da allora, "the paris review" ha intervistato i grandi autori della letteratura anglosassone ricavandone riflessioni sulla vita dello scrittore e sull`arte dello scrivere. queste testimonianze del pensiero dei massimi romanzieri, poeti, sceneggiatori della nostra epoca nulla hanno a che vedere con le interviste di natura giornalistica cui si e` abituati: in alcuni casi l`intervista e` stata condotta in piu` sessioni, anche nell`arco di anni, e il risultato e` spesso stato riveduto e corretto dallo scrittore insieme all`intervistatore, prima della pubblicazione, e sempre con estrema genuinita` e consapevolezza. introduzione di philip gourevitch.
la "breve sosta" che da` il titolo a questo libro e` quella del suo protagonista, dawid, un giovane ebreo sopravvissuto al campo di sterminio. dawid ormai non c`e` piu` e, a distanza di anni, suo figlio goran cerca di farlo rivivere attraverso il ricordo, attraverso il potente strumento della parola e del racconto. aggrappandosi con forza a qualsiasi traccia ne attesti l`esistenza, i giorni di gioia e quelli della tragedia indicibile, goran ne ricostruisce il viaggio "di ritorno" da auschwitz, il suo disperato tentativo di riprendere a vivere in una cittadina svedese, perche` come scrive l`autore "visto che i pochi rimasti in vita alla fine del viaggio raramente hanno seguito lo stesso tragitto, e` facile che le strade di ritorno da auschwitz scompaiano nell`oblio". tra pagine di rabbia e di affetto, di commozione e di indignazione, rosenberg mantiene vivo fino all`ultimo il profondo dialogo con il padre, consegnandoci una storia solo apparentemente familiare, una storia che parla al cuore e alla mente dell`umanita` intera, di ogni epoca e latitudine. per non dimenticare. per non ripetere.
gipi ci racconta la sua vita: tra viaggi reali e psichedelici, problemi di salute e medici feticisti, uno dei piu` grandi autori di fumetti di sempre si svela come non aveva mai fatto prima, alternando il bianco e nero al colore, la quotidianita` alla fantasia. una narrazione tesa ed emozionante, in bilico tra dramma e comicita`: "la mia vita disegnata male" e` un`altra prova della maturita` di un grande artista.