come mai paolo ciulla, pittore ricco di talento, giramondo curioso di nuove esperienze artistiche e esistenziali, fini falsificatore internazionale di banconote? la risposta va cercata in questo libro che cerca di strappare dall`oblio un eroe inattuale, a meta` tra un personaggio di vitaliano brancati e un avventuriero settecentesco incalzato dalla malinconiain tutte le tappe della sua corsa terrena.
le riviste degli anni di guerra e d`anteguerra, i fogli interventisti, i diari di trincea e la letteratura sulla guerra: rileggendo questa sterminata produzione isnenghi ha ricostruito in questo studio l`atteggiamento nei confronti dell`intervento e poi dell`esperienza bellica di una intera generazione di intellettuali italiani: da marinetti a papini, da prezzolini a gadda, da soffici a jahier, serra, malaparte, borgese, d`annunzio. dalla guerra come occasione rigeneratrice per l`individuo e la societa` alla guerra come veicolo di protesta o, al contrario, antidoto alla lotta di classe.
quando, in quale momento della sua storia, l`essere umano ha cominciato a percepire se stesso come un soggetto libero e capace di autodeterminarsi? quando ha acquisito la consapevolezza di essere l`autore delle proprie azioni? la cognizione della propria autonomia morale non e` un dato innato. per molto tempo gli esseri umani si sono sentiti in balia di forze esterne, superiori, incontrollabili e invincibili, a cominciare dalle forze della natura, spesso divinizzate. la conoscenza della propria liberta` e` infatti il risultato di una faticosa presa di coscienza, una fondamentale, lunga e difficile conquista del pensiero, che sta alla base e costituisce il presupposto di concetti etici e successivamente giuridici come "colpa" e "responsabilita`". ulisse e` uno dei personaggi la cui storia consente di seguire i passaggi di questa straordinaria "invenzione".
il progresso scientifico e tecnologico ha apportato molti vantaggi all`umanita`, ma ha prodotto conseguenze indesiderate che rischiano di sopraffarla. l`autore affronta le tre principali proposte (contrattualismo, teoria dei diritti e utilitarismo) che la filosofia morale avanza per impostare responsabilmente il problema per il presente e per il futuro.
in un momento in cui il disordine sembra regnare nei ragionamenti e la voce del piu` forte sembra nuovamente prevalere, rileggere queste pagine di jaspers ci aiuta a ritrovare il significato di concetti come ragione, verita`, realta`, democrazia, politica. karl jaspers (1883-1969) insegno` a heidelberg fino al 1937 quando ne fu allontanato per aver sposato un`ebrea. dopo un breve rientro in germania appena finita la guerra, si` stabili` definitivamente a basilea dove continuo` a insegnare fino alla morte.
alla domanda di base "che cosa intendiamo per retorica?" bice mortara garavelli risponde distinguendo due aspetti fondamentali: la facolta` di sviluppare un ragionamento atto a persuadere chi ascolta o legge, di esprimersi in modo efficace, appropriato alla situazione; e l`elaborazione concettuale di principi e mezzi per attuare al meglio le facolta` naturali del comunicare: cioe` l`insieme delle dottrine, delle tecniche e delle precettistiche frutto di riflessioni e di tradizioni secolari. questa prima lezione mette in evidenza, con chiarezza e brevita`, alcune tappe salienti nello sviluppo plurisecolare della disciplina e si concentra poi prevalentemente sulle caratteristiche dottrinali e pratiche dei diversi sistemi: a cominciare dal sistema classico, su cui si sono modellate importanti applicazioni, fino alle innovazioni apportate dalle `nuove retoriche`. i capitoli conclusivi sono dedicati alla presentazione di pagine esemplari, che mostrano come la retorica si sia incarnata in stili e in campi del sapere differenti. nella scelta dei testi esemplari, l`autrice ha scelto uno stile chiaro e divulgativo, senza tecnicismi inutili e con spiegazioni elementari ove fosse necessario introdurre nozioni specialistiche.
a partire dalla fine del xv secolo l`occidente europeo cambia radicalmente il modo di combattere. le armi da fuoco diventano finalmente efficienti. si passa rapidamente dall`archibugio al moschetto, al fucile a baionetta. le fortificazioni si trasformano: i bastioni a punta di freccia sostituiscono le mura alte e merlate. nel frattempo si rinnova l`organizzazione delle forze armate. la dimensione degli eserciti cresce enormemente e muta anche la loro composizione: la fanteria diventa la regina delle armi e la cavalleria la specialita` dei giovani gentiluomini. si tratta di ordinamenti sempre piu` professionalizzati. dai mercenari del seicento, accompagnati in guerra anche da donne e bambini, ai reparti ben allineati e disciplinati del settecento. nella guerra sul mare dominano le acque i grandi vascelli, che montano a bordo fino a 120 cannoni. ovunque servono equipaggi addestrati, materiali, pezzi da fuoco e munizioni: cioe` denaro, denaro, denaro. cosi` la guerra diventa un costosissimo affare di stato. insomma, finita l`era `romantica` dei combattimenti faccia a faccia con la spada, i nuovi protagonisti sono un nuovo genere di soldati, addestrati e specializzati. in questo libro li vedremo in azione e ne riascolteremo le esperienze e le emozioni.
l?affresco magistrale di una vicenda drammatica e a suo modo modernissima.
nel 1948 nacque lo stato d`israele. ma nel 1948 ebbe luogo anche la nakba (`catastrofe`), ovvero la cacciata di circa 250.000 palestinesi dalla loro terra. la vulgata israeliana ha sempre narrato che in quell`anno, allo scadere del mandato britannico in palestina, le nazioni unite avevano proposto di dividere la regione in due stati: il movimento sionista era d`accordo, ma il mondo arabo si oppose; per questo, entro` in guerra con israele e convinse i palestinesi ad abbandonare i territori - nonostante gli appelli dei leader ebrei a rimanere - pur di facilitare l`ingresso delle truppe arabe. la tragedia dei rifugiati palestinesi, di conseguenza, non sarebbe direttamente imputabile a israele. ilan pappe, ricercatore appartenente alla corrente dei new historians israeliani, ha studiato a lungo la documentazione (compresi gli archivi militari desecretati nel 1998) esistente su questo punto cruciale della storia del suo paese, giungendo a una visione chiara di quanto era accaduto nel `48 drammaticamente in contrasto con la versione tramandata dalla storiografia ufficiale: gia` negli anni trenta, la leadership del futuro stato d`israele (in particolare sotto la dirczione del padre del sionismo, david ben gurion) aveva ideato e programmato in modo sistematico un piano di pulizia etnica della palestina.
il terzo numero di lucy si intitola magia nera, magia bianca e propone un`indagine del nostro tempo attraverso un prisma doppio. da un lato la magia nera, simbolo delle potenze oscure della modernita - alienazione, sorveglianza tecnologica, violenza sistemica, dissoluzione dei legami sociali - un insieme di incantesimi negativi che agiscono sul reale, lo deformano e lo rendono opaco e minaccioso. dall`altro la magia bianca, forza creativa e rigenerante incarnata nelle arti, nel pensiero e nelle buone pratiche, strumenti di resistenza e guarigione capaci di evocare altri immaginari e di restituire senso e profondita all`esperienza umana. questo numero e un attraversamento: dall`ombra, dai problemi che ci circondano, alla luce, ovvero alle possibili risposte che l`arte, la cultura e l`agire - inteso come pratica viva e trasformativa - sono in grado di offrire, nel segno di un dialogo tra disincanto e incanto, tra analisi critica e visione poetica. in questo numero testi di gianluca de serio, emanuela evangelista, nicola lagioia, loredana lipperini, serena mazzini, luciano mecacci, telmo pievani, tommaso pincio, nello scavo e delle redazioni di lucy e add editore.
dall`alba del xxi secolo l`occidente appare in declino. guerre, crisi economiche ricorrenti, instabilita" politica e l`ascesa di nuove grandi potenze - in particolare la cina, accanto ad altri attori sempre pia assertivi - mettono in discussione l`ordine mondiale a guida occidentale. molti temono il caos globale. ma a? un`illusione ritenere che l`occidente detenga il monopolio dell`architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le nazioni. ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, amitav acharya - tra i pia autorevoli studiosi di relazioni internazionali - mostra che un ordine mondiale esisteva ben prima dell`ascesa occidentale. dall`antica sumer e dall`egitto all`india e alla grecia, fino alla mesoamerica, passando per i califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l`africa, emergono valori umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra stati affermatisi in diverse aree del pianeta. la storia rivela che l`ordine non coincide con il dominio di un solo polo: a? una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia gerarchie. di qui la tesi centrale del libro: anche se l`occidente arretra, l`ordine perdura. il suo declino non preannuncia la fine della civilta" globale, ma apre la strada a pia centri di potere e a un assetto pia equo, in cui il "resto" del mondo abbia maggiore voce e responsabilita". invece di cedere alla paura, acharya invita l`occidente a imparare dal passato e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di affrontare sfide comuni - guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze - senza ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi. oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, "storia e futuro dell`ordine mondiale" offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il presente e orientarsi nel mondo che viene. prefazione di franco cardini.