in questi tre racconti, cosi` come nelle poesie che seguono, i gatti sono il vero perno attorno al quale gira tutto il libro. gatti ovviamente tendenti al giallo e al diabolico, e parenti prossimi di quei gattacci malandrini della grande tradizione letteraria che va da poe a bulgakov e oltre.
nathan mirsky vive a boston, e` un medico quarantenne sofferente di attacchi di rabbia, per i quali e` in cura da un analista. riceve la notizia che suo fratello maggiore daniel - a cui era molto legato, ma che aveva perso di vista da anni - e` morto a san francisco ucciso da un`arma da fuoco, probabilmente in uno scontro tra gang rivali. giunto in california con il padre sol, un ebreo europeo sopravvissuto ai campi di concentramento che si impegna a ricostruire il destino di coloro che si sono salvati dallo sterminio e a tenere i rapporti coi rispettivi familiari, scoprira` che daniel viveva con una ragazza e il figlio di lei. nathan e sol dovranno confrontarsi con i motivi che li hanno allontanati l`uno dall`altro, isolandoli senza il conforto di una famiglia, consapevoli di doversi misurare con uno dei sentimenti piu` indispensabili, il perdono.
Traduzione di Guerrini G. Milano, 1965. Einaudi Collezione di Teatro n°70.
Enaudi collezione teatro n°149, anno 1972.
questo libro si propone di illustrare, attraverso una ricognizione puntuale e approfondita dell`opera narrativa e saggistica di joyce, il suo impegno e la sua padronanza di un mestiere che e` al tempo stesso mistero, il mistero della scrittura come creazione. lo rivelano in primo lugo le sue lettere, che forniscono l`involontaria versione finale di quell`autoritratto che egli aveva cominciato a disegnare fin dai primi anni a dublino. e la rivelazione, oltre che nelle sue opere maggiori, e` ancora piu` chiara in quelle da lui respinte o lasciate incompiute.