tina si chiamava assunta adelaide luigia modotti. era nata a udine nel 1896, da un`umile famiglia. il padre era un muratore di idee socialiste, lei dovette ben presto lasciare la scuola e lavorare per aiutare la famiglia, poi emigro` negli stati uniti dove stavano crescendo i grandi movimenti sindacali. la vita culturale e artistica in fermento a san francisco, los angeles, hollywood e a citta` del messico le dischiusero la via prima del teatro e del cinema, poi della fotografia. donna appassionata, si dedico` alla causa rivoluzionaria in messico, lavoro` per soccorso rosso, combatte` con le brigate internazionali in spagna. mori` in circostanze poco chiare a citta` del messico nel 1942.
il romanzo e` una grande favola storica che ha per sfondo lo scenario operaio del porto di genova e quello primitivo di un isola del pacifico. giacomo e` uno stranito sacerdote, inviato come missionario nel pacifico. a moku iti, sotto il suo nero vulcano, giacomo impara la febbrile indolenza di un popolo che - lui lo sa bene - non ha bisogno della sua religione. la figlia di re john, lucy, gli cresce accanto, bella, forte, avviata ad un destino di regina bambina. giacomo e lucy si dicono, muti, le parole indecifrabili che fanno da ponte fra due civilta`, fra due storie, fra due mondi, l`uno e l`altro minacciati dalla fine, ma entrambi depositari di un`ultima ricchezza, di un`ultima folgorante, disadorna verita`.
"il piccolo immenso gioiello lasciato da alain-fournier ha cristallizzato per generazioni di lettori la poesia misteriosa della giovinezza. e un romanzo che ben presto sgattaiola via dalle reti delle letture critiche, si sottrae alle analisi e diventa qualcosa di piu`, qualcosa d`altro, come lo sono diventati siddharta o il giovane holden o sulla strada. e uno di quei casi in cui l`esperienza stessa della lettura prolunga, amplifica, sdoppia la suggestione dell`opera: ricordiamo i pomeriggi in cui sottolineavamo paragrafi di hesse fumando sul letto, ricordiamo il corridoio del liceo dove seduti per terra leggevamo holden ed eravamo holden, ricordiamo il sacco a pelo dentro al quale, sul ponte della nave, leggevamo una copia di sulla strada incartapecorita dalla salsedine, ricordiamo l`estate gialla e immobile di calore in cui leggevamo meaulnes e sentivamo palpitare in noi la sua irrequietezza. questa capacita` di riecheggiare forte, di trovare la muta sintonia con una sensibilita` acuminata, e` la vera profonda grandezza del romanzo, che non sta nell`intreccio (...), ma in una sorta di finissima eppure possente costruzione mitica di cui vogliamo cogliere tre motivi chiave: l`infanzia, l`avventura, il meraviglioso." (dalla postfazione di yasmina melaouah)
calista frangopoulou e` una donna sposata di cinquantasette anni, con due figlie gemelle in procinto di lasciare casa. ariane andra` a studiare al conservatorio di sydney e francesca e` stata ammessa per l`anno successivo all`universita` di oxford. dopo aver lasciato ariane all`aeroporto, calista ricorda quando, nel 1976, lei stessa era stata in america per tre settimane e l`incontro casuale che le aveva segnato l`esistenza: una sera a los angeles, con la sua amica gill, si era ritrovata a tavola con billy wilder, senza sapere chi fosse. un`occasione fortuita che un anno dopo l`aveva portata a lavorare come interprete dal greco sul set del penultimo film del grande regista, fedora, che avrebbe determinato la sua scelta di diventare compositrice di colonne sonore e che, molti anni dopo, le avrebbe permesso di maturare una decisione importante con la leggerezza del finale di un film di billy wilder. un delicato romanzo di formazione che e` anche l`intimo ritratto di una delle figure piu` intriganti del cinema di tutti i tempi.