dopo "novecento" e "felicita`" la nuova raccolta di poesie di ermanno krumm si presenta come un grande palcoscenico su cui salgono contemporaneamente "animali e uomini". da una parte entrano nell`eden, dove nessun uomo aveva piu` messo piede dopo la cacciata, e dall`altra nell`inferno, dove il paesaggio muta insieme alla specie e ogni tipo di metamorfosi e` possibile. non e` il caos, ma una selva, un luogo appartato, perso nel tempo, nella preistoria e nel deserto.
il precario e l`irripetibile sono le certezze assiali, le leggi maggiori del nostro vivere. l`implacabile determinismo che ci governa fa dell`esistenza una ka`torga, un castigo inflitto gia` prima della colpa, una condanna senza riscatto. ma v`e` qualche barlume consolatorio nelle pieghe d`un tale universo illusionslos? solo l`affetto materno e il candore dell`irrevocabile infanzia. l`effigie della madre ritorna in parecchie pagine di holan, come simbolo di salvazione. la plumbea tetraggine dell`universo d`altronde non toglie che holan si lasci stupire dal miracolo per lui si identifica con la poesia, perche` solo la poesia ha virtu` carismatiche.
laura pariani torna in patagonia sulle tracce dell`esploratore salesiano padre alberto maria de agostini. e lo racconta quando, ormai anziano, seduto in poltrona, ripensa alla propria giovinezza: la scelta di fare il missionario nel fin del mundo, la battaglia in difesa degli indios, la passione per le sfide delle cime andine. "quando entrava nelle loro case - estancias o ranchitos che fossero - il fatto che portasse una giubba da scalata e non l`abito talare, all`inizio li poteva sorprendere ma poi gli leggevano negli occhi che lui era li` per portare la parola di dio. e stato cosi` che e` diventato per tutti don patagonia..."