Un disco anomalo per il cantautore di Cold Spring, Kentucky. Con il piano come strumento base e pochi musicisti attorno a lui, Moore rivede le sue radici. Canta brani gospel e folk classici, ci mette delle canzoni nuove e ci consegna un disco privato, intenso e rivelatore che mostra un nuovo lato della sua eclettica musicalità. Un autore in decisa crescita.
Secondo lavoro per la rock -roots - jam band del Colorado. In questo nuovo lavoro, prodotto da Todd Snider, i ragazzi mettono a punto un songwriting diretto che prende spunto dalla musica di The Band e dei Grateful Dead. Non ci sono accenni di psichedelia, ma quella intrigante fusione di rock e radici, con studiate basi melodiche, bell'uso di voci, strumentazione intrigante.
Una band in decisa ascesa che, a tre anni di distanza dal precedente lavoro, cerca di uscire dal piccolo culto che la avvolge. Rock diretto, chitarristico, che viene evidenziato dal lavoro di tre produttori diversi che danno la possibilità alla band di crearsi un suono personale, al di fuori di mode e correnti. Le origini della band, sono di Woodstock, amalgamano la loro sete di radici a sonorità ben più decise.
