prima di stabilirsi definitivamente in california, huxley soggiorna a lungo in italia, intorno al 1930, come attesta questo romanzo che, in gran parte, si svolge in toscana e ne restituisce il paesaggio e l`atmosfera con grande esattezza. dopo i romanzi conversazione di esordio, "giallo cromo", "passo di danza" e "foglie secche", huxley tenta un`opera piu` complessa, nella quale ai toni satiricamente scanzonati e descrittivi si alternano le riflessioni intellettuali di una personalita` curiosa, attratta da percezioni e risonanze che sfoceranno piu` tardi in uno scientismo misticheggiante. qui, alla messa a fuoco spietata dei personaggi corrispondono suggestioni narrative piu` elaborate, abilmente esemplificate nella figura del libraio fiorentino rontini e nelle esperienze ultraterrene dell`epicureo barnack, senza che il gioco smaliziato dell`intelligenza venga mai meno, in modo che "il tempo si deve fermare" si possa ambivalentemente leggere per riflettere e divertirsi.
attraverso le tappe principali della carriera di richelieu, l`autore ha incontrato i grandi spiriti filosofici, artistici e religiosi con i quali egli e` entrato in rapporto: da campanella a cartesio, da saint-cyran a pascal, da corneille a grozio ecc., fino a mazzarino e bossuet. si delinea cosi` una francia battagliera, potente e sicura di se` che fara` "sentire" la sua influenza in europa fino a tutto il xix secolo.
questa intervista di vent`anni fa sul teatro, inizia nel tempo lontano dell`accademia d`arte drammatica che consegno` a gassman quella specie di animismo, guida perenne al suo modo di essere attore. ne percorre le tappe piu` memorabili e vere: i mostri sacri del passato, incontri, aneddoti, prove significative, delusioni e grandi successi. e poi i vari ruoli del teatro, i tipi di rappresentazione, i segreti dell`arte. ma anche, discretamente sotteso a tutto il raccontare, il modo in cui "un mestiere che non lascia traccia" perche` fluisce e dura solo nel mistero del presente, piega un`esistenza, la approssima all`arcano della maschera. e le dona un`invincibile malinconia.
singolare testimonianza di un`insegnante d`eccezione, le lettere di simone weil dirette ad alcune ex allieve di liceo offrono i tratti essenziali del suo magistero al di fuori dell`aula scolastica. in un clima di affettuosa sollecitudine e di pacata gravita` si toccano temi molteplici: i rischi degli slanci del cuore, il modo di condurre gli studi, il valore autentico dell`istruzione, la valutazione della situazione politica con precisi riferimenti alle vicissitudini personali dell`autrice, dall`esperienza di fabbrica al rischio incombente della persecuzione razziale.
oriana fallaci odiava scrivere lettere perche` le rubavano tempo prezioso al lavoro sui libri. eppure nessuno piu` di lei ha legato il suo nome alla scrittura epistolare. fin dagli esordi nel giornalismo ha tenuto una fitta corrispondenza pubblica e privata con i protagonisti della politica, della cultura, del giornalismo, da andreotti a nenni, da ingrid bergman a shirley maclaine, da henry kissinger a fidel castro. e ogni volta era capace di stilare tre, quattro o anche piu` minute, quasi sempre firmate, per immaginare cosa sarebbe apparso agli occhi del suo interlocutore una volta aperta la busta. le minute venivano poi conservate per avere traccia dello scambio epistolare e, grazie allo straordinario lavoro di archiviazione delle sue carte private, e` stato possibile scegliere fra le centinaia di lettere scritte ad amici e colleghi, alla famiglia e ai politici, quelle piu` significative per raccontare l`intera esistenza attraverso la sua viva voce. sono missive ricche di aneddoti spassosi, riflessioni sulla politica italiana ed estera, sfoghi sulle difficolta` a sopportare il peso della distanza dagli affetti piu` cari. un`occasione unica per osservare da vicino il talento di una donna ossessionata dalla scrittura e cosi` sedotta dal suo lavoro da trasformare anche le lettere d`amore in capolavori letterari. prefazione di edoardo perazzi.